Tom Holland, 25 anni,. e Zendaya, 24 anni, in Spider-Man - Far From Home del 2019
Tom Holland, 25 anni,. e Zendaya, 24 anni, in Spider-Man - Far From Home del 2019
Nerd di tutto il mondo, unitevi. Quattrocchi mingherlini bullizzati dai compagni di classe più cool, il vostro giorno è arrivato. E poco importa se, come Peter Parker, non verrete morsi da un ragno geneticamente modificato: domani è lo Spider-Man Day e, a ben vedere, avete tutti una ragione per festeggiare. Già, perché nel lontano 1962, Stan Lee e Steve Ditko riscattarono per sempre la figura del secchione, appassionato di scienza e impacciato con le ragazze, trasformandolo nell’eroe a tutt’oggi più famoso della scuderia Marvel. Eppure, in pochi erano pronti a scommettere sul nostro Arrampicamuri: il debutto avvenne su Amazing Fantasy #15, una serie...

Nerd di tutto il mondo, unitevi. Quattrocchi mingherlini bullizzati dai compagni di classe più cool, il vostro giorno è arrivato. E poco importa se, come Peter Parker, non verrete morsi da un ragno geneticamente modificato: domani è lo Spider-Man Day e, a ben vedere, avete tutti una ragione per festeggiare. Già, perché nel lontano 1962, Stan Lee e Steve Ditko riscattarono per sempre la figura del secchione, appassionato di scienza e impacciato con le ragazze, trasformandolo nell’eroe a tutt’oggi più famoso della scuderia Marvel.

Eppure, in pochi erano pronti a scommettere sul nostro Arrampicamuri: il debutto avvenne su Amazing Fantasy #15, una serie antologica che viaggiava in cattive acque (quello infatti fu l’ultimo numero). Pare che l’editore trovasse "una pessima idea" trasformare un adolescente brufoloso in un vigilante coi poteri di un ragno. Ma il personaggio piacque ai lettori, tanto da dedicargli una testata l’anno successivo.

In quelle dieci pagine di racconto delle origini, c’è tutto: l’isolamento dell’orfano Peter, l’evento straordinario che gli dona i poteri (allora era la radioattività), la voglia di riscatto che si trasforma in arroganza. E che, come in ogni tragedia che si rispetti, viene subito punita: il ladro che Spider-Man lascia fuggire ("D’ora in poi mi occuperò solo di me…", dice sprezzante al poliziotto che gli chiede perché non gli abbia fatto almeno uno sgambetto) uccide lo zio Ben, che l’ha allevato dopo la morte dei genitori insieme a zia May. Una dura lezione per imparare che "da grandi poteri derivano grandi responsabilità".

È il punto di partenza di quasi sessant’anni di avventure. Una longevità che ha molte spiegazioni. Il costume, innanzitutto, è un gioiello: il design di Ditko, pur tra mille rivisitazioni e ammodernamenti, risulta ancora oggi uno dei più contemporanei. La galleria di villain – Goblin, l’Avvoltoio, Lizard, Kingpin, Mysterio, Venom e molti altri – è l’unica che può rivaleggiare con quella di Batman. L’alternanza tra trionfo e tragedia delle storie – con picchi memorabili, come la morte di Gwen Stacy, o la trilogia della droga nel 1971 – garantisce un effetto soap opera dalle potenzialità infinite (in Italia le sue avventure sono pubblicate da Panini Comics).

Dalla carta alla celluloide: dopo la trilogia di Sam Raimi e i due film con Andrew Garfield, il ‘bimbo-ragno’, interpretato da Tom Holland, ha debuttato nell’universo cinematografico Marvel in Capitan America - Civil War, e ora ne è un pilastro. A dicembre, infatti, uscirà il terzo film in solitaria: Spider-Man - No way home, che dovrebbe ripescare anche le precedenti incarnazioni cinematografiche del personaggio (e delle sue nemesi, tra cui spicca Alfred Molina-Dottor Octopus).

Nel Multiverso, va da sé, un solo Uomo-Ragno non basta. E dopo l’Oscar al miglior film d’animazione di Spider-Man - Un nuovo universo, anche il giovane Miles Morales, il Tessiragnatele di origine portoricana, gode di buonissima (e meritata) salute: grazie anche al suo videogame per l’introvabile Playstation 5, questo ragazzino si pone come il più credibile Spider-Man per le nuove generazioni. Anche lui, come Peter, sempre con la battuta pronta: perché un ostacolo – sia esso un supercattivo o un esame universitario – si affronta meglio se non ci si prende troppo sul serio.