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PIETRO DEGLI ANTONI
Spettacoli

Chi è il vero Joe Bastianich? Il “diavolo” di Masterchef o “l’angelo” a Pechino Express?

La vittoria con Andrea Belfiore del reality show di Sky lo ha mostrato come mai prima in tv

Joe Bastianich e Andrea Belfiore in Pechino Express
Joe Bastianich e Andrea Belfiore in Pechino Express

Strana la vita di Joe Bastianich, passato nel giro di quattro anni da giudice di Masterchef a giudicato di Pechino Express, trasmissione da cui è uscito vincitore, in coppia con Andrea Belfiore, nome di battaglia “Italo Americani“. A Masterchef si issava sul trono come un dio onnipotente e sprezzante, severo e altezzoso, mentre nella trasmissione itinerante di Sky ha scoperto, inventato, svelato, costruito – scegliete voi, secondo il grado di cinismo – un volto sensibile, tenero, emotivo, insomma un cucciolone, che mai ci saremmo aspettati, e che forse in precedenza non esisteva nemmeno.

Una metamorfosi sorprendente, dottor Jekyll e Mister Hyde del piccolo schermo. Perché lo ricordiamo tutti com’era a Masterchef, vero? Qualche scampolo vi aiuterà. "Se mio cane vede questo vine a casa tua, sale su docia e quando tu apri docia ti piscia su testa, tu sai questo vero?". "Più di esser cruda come mangiare sapone, è schifosa, anche forse un po’ pericolosa". "Il problema co’ sto piatto... che mi ha bloccato la gola come una pallina di catrame, e devo andare all’ospidale, adesso, se no muoro!" "Hai un futuro nei ristoranti. Come cliente" "Questa salsa è un po’ marona sembra merda di anatra". Fino all’indimenticabile: "Questo piatto mi perplessa". Senza dimenticare di quando, di fronte a un concorrente che aveva cercato di combinare magia e cucina, replicò al malcapitato: "Anche io faccio magia, vuoi vedere?" Lanciò il piatto nel vuoto. "Il piatto non c’è più. Magia". Questo il Bastianich numero 1.

A Pechino Express è comparso il suo sosia angelico, forse frutto di una salvifica conversione sulla via di Lourdes, forse di una lunga elaborazione psicoterapeutica, forse di un elettroshock. Il risultato è che abbiamo visto Bastianich piangere – piangere! – quando è stato costretto a eliminare la coppia formata da Totò Schillaci e dalla moglie, con i quali, ha detto, si era instaurata una salda amicizia. Bastianich ha 53 anni, il compagno di gara Andrea ne ha 35; insieme hanno battuto i supersportivi Federica Pellegrini e Matteo Giunta.

E ieri, dopo la vittoria del reality Sky, Joe ha usato parole che non avrebbero sfigurato in bocca a Osho: "Non sono soldi, auto e case a darti le soddisfazioni, ma sono viaggi come questo ad arricchirti davvero. Vedo ovunque questa enorme divisione tra ricchezza e povertà e mi rende triste, vorrei avvicinare questi estremi perché il grande spreco è avere un talento e non poterlo usare. Voglio aiutare le persone a fare il passo che non riescono a fare da sole". Si è anche profuso in una (quasi) autocritica: "Ho capito che dovevo togliere le sfumature mediatiche e arrivare alla persona, accettare di essere nudo". "Ho dovuto affrontare un grande cambio emotivo, non essere più chi comanda ma chi gareggia". "La vera sfida è condividere la tua umanità".

Cosa si può aggiungere davanti a una tale esondazione di vischiosa bontà? Quasi ci siamo commossi anche noi. Resta il dilemma: quale è il Joe Bastianich vero? Quello che a Masterchef usava lo sfollagente sui concorrenti, li derideva, li umiliava, li mortificava? O quell’essere candido e celestiale che invita alla pace e all’amore universale? Quello che con spocchiosa sicumera si vantava di avere tremila dipendenti (a loro tutta la nostra solidarietà) e di servire 4 milioni di pasti l’anno, o quello che inneggiava alla purezza delle coppie in gara? Chi era l’autentico e chi la maschera? Chi l’oro e chi il princisbecco? Ma, poi, l’oro c’era davvero?