i-Days, Liam Gallagher in scaletta: chi è, le canzoni più famose

L’appuntamento per tutti i fan è fissato per il prossimo 1° luglio 2023: sarà proprio in questa giornata che Liam Gallagher tornerà ad esibirsi nel nostro Paese, interpretando tutti i suoi più grandi successi presso l’Ippodromo Snai La Maura di Milano, a pochi passi dallo stadio San Siro

Crediti Ansa - Liam Gallagher durante il festival South of the Sun a Soendermarken
Crediti Ansa - Liam Gallagher durante il festival South of the Sun a Soendermarken

Sarà un giorno particolarmente interessante per tutti i fan del rock, visto e considerato che nella stessa occasione si esibiranno sul palco anche i colleghi Black Keys, la band capitanata da Daniel Auerbach che ha firmato hit del calibro di Lonely Boy e Howlin’ for you. L’headliner vero e proprio del 1° luglio sarà però l’ex membro degli Oasis, artista dal grande talento e dal carattere molto fumantino punto di riferimento del rock mondiale fin dagli anni ‘90. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul suo conto.  

Liam Gallagher: i primi anni di vita del padre del brit pop

Nato a Manchester il 21 settembre del 1972, Liam Gallagher è considerato uno dei padri fondatori del brit pop, un genere musicale estremamente popolare a metà degli anni ‘90 del quale hanno fatto parte, a pieno titolo, anche i colleghi Blur di Damon Albarn. Liam Gallagher si è avvicinato al mondo musicale più tardi rispetto al fratello Noel, appassionandosi tantissimo da adolescente ai lavori dei Beatles e di John Lennon in modo particolare (il figlio Lennon è stato chiamato così proprio in onore del compianto artista e la voce dello stesso Liam è stata spesso comparata al “Beatle”). Con alle spalle scarsissimi risultati scolastici, entrò a far parte del gruppo The Rain fondato dall’amico Paul McGuigan in veste di cantante, suonando così anche al fianco del chitarrista Paul Arthurs. Nel frattempo il fratello Noel Gallagher tentò il provino per entrare a far parte degli Inspiral Carpets, una band di Manchester che aveva da poco perso il vocalist: nonostante Noel non riuscì a passare l’audizione, il gruppo gli chiese comunque di seguirlo in tour. Il 1991 sarà un anno chiave: dopo il suo ritorno post tour degli Inspiral Carpets, Liam e Noel si accordano per fondare la loro band, che si sarebbe chiamata “Oasis”. Il resto è storia. I due fratelli riuscirono nel giro di un paio di anni a firmare un contratto della durata di sei anni con la Creation Records e iniziarono a lavorare al loro disco di debutto. Sarà l’inizio di un sodalizio artistico lungo, fortunato ma allo stesso modo estremamente tormentato e caratterizzato da continue liti, spesso furiose.  

Il successo degli Oasis

L’accoglienza da parte del pubblico per questi due fratelli un po’ burberi fu straordinaria ma soprattutto immediata: il loro Definitely Maybe (uscito nel 1994) divenne il disco venduto più velocemente nella storia del Regno Unito. Poco ma sicuro, un contributo importante per la creazione della loro aura di rockstar sregolate dipese proprio dai loro caratteri irritabili e permalosi, sovente fonte di scontri anche piuttosto violenti. Gli Oasis erano insomma, per molti, due “bad boys” che però meritavano tutte le attenzioni possibili proprio alla luce dei personaggi e dell’immaginario che erano riusciti a cucirsi addosso. La consacrazione sarebbe però arrivata con il secondo disco, (What’s the story?) Morning Glory, uscito nel 1995 e contenente al suo interno hit immortali del calibro di Wonderwall, Some Might Say e Champagne Supernova, tutte scritte da Noel (che aveva interpretato la seconda voce dell’altro capolavoro del duo, Don’t look back in anger). Si tratta, ancora oggi, del disco di britpop di maggior successo della storia della musica, nonché uno degli album più iconici di sempre a livello internazionale.  

I primi cambiamenti e la carriera in solitaria

Fra la fine degli anni ‘90 e i primi anni 2000 l’approccio di Noel alla band iniziò a cambiare. La band cominciò infatti a cercare anche altri membri, diventando persino un trio in occasione dell’uscita del disco Standing on the shoulder of giants. La seconda decade del gruppo ha visto Liam iniziare a scrivere molte più canzoni di suo pugno, mentre il fratello Noel avrebbe iniziato a cantare sempre più spesso come lead vocalist (e non più, dunque, solo come semplice seconda voce). In questa fase Liam firma alcune delle sue canzoni più celebri e apprezzate, come Songbird e I’m outta time. Questo è anche un periodo di tensioni crescenti tra i due fratelli, i cui litigi porteranno i due ad un punto di rottura definitivo nel 2009, l’anno in cui Noel decide di lasciare il duo una volta e per tutte, tutto questo mentre Liam “rifonda” gli Oasis con un nuovo nome, Beady Eye, pubblicando il primo disco della novella band nel 2011 (Different gear, still speeding). Nonostante avesse in più occasioni smentito via Twitter le sue intenzioni di intraprendere un percorso solista, Liam Gallagher pubblicherà a ottobre del 2017 il disco solista As you were: lo stesso anno, a maggio, Gallagher salirà sul palco dell’Old Trafford della sua Manchester in occasione del concerto benefico organizzato da Ariana Grande dopo l’attentato terroristico alla Manchester Arena perpetrato da un membro dell’ISIS il 22 maggio dello stesso anno. Più di recente, Liam ha continuato a stuzzicare il fratello via social, con attacchi e sfottò mirati ma anche con qualche tweet con il quale ha in qualche modo lasciato intendere che forse, un giorno, gli indimenticabili Oasis torneranno insieme. Almeno per il momento, in ogni caso, quelle dei fan potrebbero essere solo vane speranze. Ancora oggi, tra l’altro, Liam fatica ad interpretare dal vivo pezzi del duo che l’ha reso celebre: una delle poche eccezioni è stata il prestigioso Glastonbury 2017, dove si è concesso di cantare Don’t look back in anger, scritta dall’odiato fratello.  

Cosa c’è da aspettarsi dal live di Noel Gallagher agli i-Days 2023

Il nuovo live meneghino dell’artista britannico sarà una delle prima occasioni nelle quali i suoi supporter potranno ascoltare i pezzi contenuti nel terzo disco solista C’mon you, Liam Gallagher, oltre ovviamente ai brani inclusi nei due precedenti album solisti As You Were e Why Me? Why Not. Nella setlist, ovviamente, ci dovrebbero essere anche alcune hit degli Oasis alle quali Liam, nonostante i trascorsi, tende a non rinunciare mai.