Vittoria Puccini (31 anni) nella serie La fuggitiva interpreta una. donna ingiustamente accusata dell’omicidio del. marito
Vittoria Puccini (31 anni) nella serie La fuggitiva interpreta una. donna ingiustamente accusata dell’omicidio del. marito
di Beatrice Bertuccioli Racconta di essere stata un’adolescente estremamente timida e insicura, e anche se a guardarla sembra impossibile, non le piaceva mica tanto l’immagine di sé riflessa nello specchio. Merito del suo lavoro d’attrice, spiega Vittoria Puccini, se le cose sono cambiate. E se in passato l’abbiamo vista in molti ruoli di romantiche eroine in costume, a cominciare da quell’Elisa di Rivombrosa che l’ha resa celebre, ora la scopriamo atletica e combattiva, una sorta di guerriero esperta anche in arti marziali, ne La fuggitiva (inseguita da Pina Turco, la moglie di Ciro di Marzio in Gomorra), con la regia di Carlo Carlei serie in quattro serate in onda su Raiuno da lunedì prossimo. Vittoria, un ruolo nuovo, in un thriller tutto...

di Beatrice Bertuccioli

Racconta di essere stata un’adolescente estremamente timida e insicura, e anche se a guardarla sembra impossibile, non le piaceva mica tanto l’immagine di sé riflessa nello specchio. Merito del suo lavoro d’attrice, spiega Vittoria Puccini, se le cose sono cambiate. E se in passato l’abbiamo vista in molti ruoli di romantiche eroine in costume, a cominciare da quell’Elisa di Rivombrosa che l’ha resa celebre, ora la scopriamo atletica e combattiva, una sorta di guerriero esperta anche in arti marziali, ne La fuggitiva (inseguita da Pina Turco, la moglie di Ciro di Marzio in Gomorra), con la regia di Carlo Carlei serie in quattro serate in onda su Raiuno da lunedì prossimo.

Vittoria, un ruolo nuovo, in un thriller tutto azione e adrenalina.

"In effetti è la prima volta che mi sono trovata a girare scene d’azione, anche pericolose. È stato faticoso interpretarla perché ha richiesto anche un grande lavoro fisico. Mi sono allenata molto per le corse e insieme agli stunt abbiamo studiato le coreografie da eseguire durante le sparatorie e i combattimenti, per i quali non ci siamo rifatti a un’arte marziale vera e propria ma abbiamo usato delle tecniche di combattimento generico. Ho lavorato tanto e è stata una delle sfide che da subito mi ha conquistata e divertita di questo ruolo, poter fare un lavoro col fisico e trovare una velocità nei movimenti, una reattività che poi nella vita mi appartiene molto poco".

Da adolescente insicura ad attrice affermata, ora anche in un ruolo da combattente.

"Un cambiamento che è avvenuto grazie al mio lavoro. L’adolescenza è un po’ per tutti un periodo difficile ma ricordo che c’erano amiche che riuscivano ad affrontarlo con maggiore serenità. Io, invece, avevo una grandissima timidezza che mi portava spesso a sentirmi fortemente a disagio nelle relazioni con gli altri, a non sentirmi all’altezza nei confronti dei ragazzi, delle amiche o delle situazioni che vivevo. Nel momento in cui ho iniziato a recitare, ho acquisito sempre più sicurezza in me stessa. O, forse, non si tratta nemmeno tanto di acquisire sicurezza quanto di accettarsi. Perché poi, il percorso è un po’ quello. La vita, con i dolori che ti riserva, certo ti fortifica, ma riconoscere e accettare i propri limiti, fragilità, difetti, è soprattutto questo che poi ti rende più forte. È un percorso che ho fatto e il mio lavoro mi ha aiutato tanto".

Donne sempre più protagoniste delle serie televisive, meno in cinema?

"Finora è stato così, ma adesso, secondo me, sta cambiando e anche in cinema cominciano a esserci più storie al femminile. Certo, c’è ancora molta strada da fare e basta leggere statistiche e numeri per rendersene conto. La parità non è assolutamente raggiunta ma da quando ho iniziato, vent’anni fa, la situazione è cambiata, segno di un’evoluzione in atto nella società di cui cinema e televisione si fanno testimoni".

Si vanno moltiplicando anche le commissarie e investigatrici, personaggi in passato quasi esclusivamente maschili.

"In questi giorni sto girando una nuova serie, sempre per Raiuno, Non mi lasciare, in cui interpreto proprio un vicequestore che indaga su crimini informatici. Donne di potere ma pur sempre donne con le loro fragilità e ferite interiori, com’è anche il personaggio de La fuggitiva, non un supereroe ma una madre che lotta per difendere suo figlio e scoprire la verità sull’omicidio del marito, del quale è ingiustamente accusata".

Per lei un ruolo da protagonista anche in cinema, nel film 18 regali, per il quale è candidata al David di Donatello.

"È stata una gioia inaspettata, un’emozione fortissima perché tengo molto a questo film. Mai avrei pensato di trovarmi un giorno in una cinquina da far tremare le gambe, con Sophia Loren e altre colleghe che ammiro".