di Pierluigi Masini

Far diventare il design ecologico non solo un obiettivo strategico, ma la vera e propria forza trainante di ogni aspetto della sua attività d’impresa. Questo il focus su cui si concentra Stefano Rosa Uliana, Ceo di Calligaris Group, che in due anni e sette mesi ha portato lo storico marchio friulano a rafforzarsi in tutti i settori del mercato attraverso i brand Calligaris, DiTre Italia, Connubia e anche nel light design con l’acquisizione di Luceplan.

Ora la scelta dell’ecosostenibilità, con l’innovativo progetto Greenbow. Da cosa nasce?

"Quello che pensavo prima rispetto alla sostenibilità è che non stavamo facendo le cose in modo troppo organico. E così, anche dal punto di vista grafico, abbiamo scelto un progetto forte di coinvolgimento da parte di tutti, dentro e fuori l’azienda, il nostro supporto all’Agenda Onu 2030. Il nome poi mi è piaciuto tantissimo, perché Greenbow è anche la città immaginaria di Forrest Gump, e tutti noi abbiamo bisogno di una città immaginaria senza problemi di sostenibilità".

In pratica in cosa si traduce?

"Greenbow si fonda sull’applicazione di indicatori analitici che permettono al Gruppo di definire degli obiettivi e misurare i progressi di azioni strutturate per raggiungerli, grazie al contributo di tutta l’organizzazione. Sul fronte prodotto, grazie all’applicazione di una vera e propria formula matematica, Calligaris Group potrà definire l’indicatore di sostenibilità di ogni articolo, componendo insieme diversi parametri che permettano di valutare i prodotti esistenti".

Siete la prima azienda a farlo?

"Questo non lo so (ride). So che tutti avevamo più o meno le stesse cose, qualche certificazione, qualche prodotto bio, usavamo i granuli di plastica bio da qualche fornitore, ma mancava organicità al programma. Da ora siamo tutti coinvolti, anche in azioni individuali, come spegnere la luce la sera prima di andare a casa e non usare bottigliette di plastica. Ma Greenbow non è solo questo...".

Cos’altro significa?

"É vero che nel cuore del progetto c’è l’ecosostenibilità ambientale ma il senso è più ampio, e comprende ad esempio le attività che vogliamo fare per il sociale, quelle di supporto al territorio, agli enti e alle associazioni che hanno bisogno. Noi siamo pronti. E’ una sostenibilità ambientale ma anche sociale. Non mi interessa prendere una medaglia con questo programma ma avere un sistema convinto e determinato su questi temi, il resto è il risultato di un buon lavoro. In prospettiva, perché no, vorrei guardare al tema B-Corp, questo progetto potrebbe portarci lì".

Parliamo dei risultati economici, in un anno dei peggiori della storia...

"Non è stato facile per nessuno, certo. Soprattutto il settore contract con la chiusura degli alberghi ci ha molto penalizzato, abbiamo perso fatturato. Ma siamo riusciti a fare un Ebitda record. Ci siamo concentrati sull’attività finanziaria, una bella marginalità e cassa, le risorse che ci permettono di guardare al prossimo futuro con positività. Pensando ad altre acquisizioni".

In quali settori?

"Penso ad aziende di sistemi mobili, per rafforzare la nostra proposta nel contract hospitality, e ad aziende che producono illuminazione tecnica. Ma non solo".