Roma, 26 ottobre 2021 - 'È stata la mano di Dio' di Paolo Sorrentino è il film che rappresenterà l'Italia nella selezione per il Miglior film internazionale agli Oscar. Lo ha deciso la commissione di selezione, istituita presso l'Anica su richiesta dell'Academy. È stato scelto tra i 18 di cui era stata proposta candidatura tra film distribuiti in Italia o in previsione di essere distribuiti tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021: la prossima tappa importante sarà entrare nella shortlist della selezione, che sarà comunicata il 21 dicembre. "Sono felice - ha commentato il regista a seguito della notizia - che 'E' stata la mano di Dio' sia stato selezionato per rappresentare il cinema italiano agli Oscar. È il mio film più importante e doloroso, e sono felice che tutto questo dolore oggi sia approdato alla gioia". Oltre ai ringraziamenti dovuti, il pensiero va alla cinematografia italiana. "Quello di oggi - ha detto Sorrentino - è solo il primo passo e il bello di questa gara è che l'unica competizione al mondo in cui arrivare già tra i primi cinque è una vittoria. Viva il cinema italiano". L'annuncio ufficiale di tutte le nomination sarà fatto l'8 febbraio 2022 e la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 27 marzo.

Il film

 'È stata la mano di Dio' uscirà in cinema selezionati il 24 novembre e su Netflix il 15 dicembre 2021. Il film, presentato da Netflix e prodotto da Lorenzo Mieli e Paolo Sorrentino - una produzione The Apartment (società del gruppo Fremantle) - è stato in anteprima mondiale alla Mostra del cinema di Venezia, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria e il premio Mastroianni per il miglior attore emergente, che è andato al giovane protagonista Filippo Scotti

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Scritto dallo stesso Sorrentino, il film dal regista Premio Oscar per 'La grande bellezza' racconta di Fabietto Schisa (Filippo Scotti), un ragazzo della Napoli degli anni Ottanta. Dal tono personale a autobiografico, il film è una storia di crescita tra innamoramenti, come quello per il calciatore del Napoli Diego Maradona, e una tragedia familiare che cambierà per sempre la vita del protagonista. Nel 1987, il 17enne Fabietto, per assistere a una partita di calcio e vedere in azione il Pibe de Oro, non segue i genitori che, come sono soliti fare ogni weekend, vanno in montagna. Nella loro casa di Roccaraso, però, la coppia viene uccisa da una perdita di monossido di carbonio, e Fabietto si ritrova orfano. Il resto del racconto è un omaggio di felliniana memoria alla famiglia di Sorrentino, al destino di una famiglia, all'amore, alla perdita e all'eccentricità di questo nucleo di persone: in tutto ciò, l'orizzone del protagonista è già segnato dal cinema. Nel cast corale, oltre a Scotti, anche Toni Servillo e Teresa Saponangelo nei panni dei genitori del protagonista e poi ancora Luisa Ranieri, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Biagio Manna, Enzo Decaro.

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Lo stile è ancora 'alla Sorrentino', con ritmi episodici e atmosfere grottesche, esasperate, anche se forse in questa occasione il regista mostra un lato della sua arte un po' più dimesso, come se il Paolo adulto lasciasse spazio al Paolo ancora giovane, inesperto, che si deve forgiare. In scena ci sono più le emozioni che l'estetica cui siamo abituati. Il regista, questa volta, non guarda, ma si fa guardare: è umano, ha anche lui delle fragilità. "Ho cinquant’anni, è tempo di bilanci" - ha risposto così Sorrentino alla domanda sul perché proprio adesso un film sulla sua infanzia. "Ho sentito - ha aggiunto - che tutto quell’amore vissuto e quella caterva di dolore potevano diventare un racconto cinematografico. Mi sono sentito abbastanza grande per affrontarlo".