Sorpresa Sanremo: "Malinconici, ribelli, sexy". I trenta Big in gara raccontano le loro canzoni

Bertè: "“Pazza“ è autobiografico", Ghali: "Spiego l’inspiegabile a un extraterrestre" . Su Rai Play le mini-interviste dei cantanti: in molti danno voce a perdite e nostalgie .

Sorpresa Sanremo: "Malinconici, ribelli, sexy". I trenta Big in gara raccontano le loro canzoni
Sorpresa Sanremo: "Malinconici, ribelli, sexy". I trenta Big in gara raccontano le loro canzoni

Sanremo 2024 comincia sul web. Prima con le mini-interviste su RaiPlay di tutti e 30 gli artisti di questa 74ª edizione poi con la rivelazione dei nomi degli autori delle canzoni in gara all’Ariston dal 6 al 10 febbraio. Forte del primo e secondo posto incassati l’anno scorso grazie a Mengoni e Lazza il più richiesto è Davide Petrella, presente con ben quattro canzoni (quelle di Emma, Ghali, Rose Villain, The Kolors), affiancato dal forlivese Jacopo Ettorre (Amoroso, Bnkr44, Fred De Palma, Mahmood). Dietro Edwin Roberts e due figli d’arte quali Cheope (Mogol) e Paolo Antonacci con tre pezzi a testa. Un paio quelli scritti da Federica Abbate, così come da altri habituè delle playlist sanremesi quali Luca Chiaravalli e Dardust. Ben 26 artisti su 30 firmano, o cofirmano, la canzone che portano in gara.

"La mia è una ballad che parla di consapevolezza" racconta Alessandra Amoroso a proposito della sua Fino a qui impreziosita dal tocco di Takagi & Ketra. "È la mia prima volta in gara a Sanremo. Sono emozionata, confusa, ma non vedo l’ora di condividere il palco con tanti artisti e soprattutto tante amiche". Fra le più strette, sicuramente, c’è Emma che con Apnea la butta sul ritmo: "Penso che, ascoltandola, il pubblico farà molta fatica a rimanere seduto" anticipa. Terza eroina delle classifiche destinata a una gara di testa, Annalisa premette: "Difficile dire in breve di cosa parla la mia Sinceramente. Ma, se devo riassumere, dice: se tu mi lasci i miei spazi e mi lasci libera, io sono tua... sinceramente". La noia di Angelina Mango porta le firme di Dardust e Madame. "Potrei definirla un pezzo up" dice la figlia del grande Pino: "Anche se nella mia testa è un pezzo molto intenso, molto emotivo, perché autobiografico". Autobiografica pure Pazza di Loredana Bertè: "Parla di me", conferma, "di solito mi odio abbastanza, ma in questo momento no, mi amo disperatamente".

"Torno con una ballad" anticipa Mr. Rain: "Due altalene parla di una perdita". Diodato, dal canto suo, definisce la sua Ti muovi "molto energica. E spero che questa (sensazione) arrivi anche a casa". Sognante, ma con i piedi ben a terra, Ghali: "Il mio brano è un viaggione, come se fosse scritto a quattro mani con un extraterrestre amico" racconta a proposito di Casa mia. "Dall’alto guardiamo il pianeta terra, dove accadono cose che lui non riesce a comprendere e io non so spiegargli". Sempre dal mondo del rap arriva pure l’attesissimo Geolier di I p’me tu p’te, pezzo uptempo: "Parla di una coppia che si ama troppo e capisce che è arrivato il momento di fare ‘i p’me, tu p’te". Gazzelle dice che la sua Tutto qui, scritta col produttore Federico Nardelli, "parla di tante cose, d’amore, ma anche di persone che non ci sono più, di nostalgia per tutta la vita che non ho vissuto", mentre Irama anticipa che la sua Tu no ha dentro "un mondo molto soul… forse è la più emotiva che ho scritto nell’ultimo periodo".

Felici di essere all’Ariston Renga & Nek: "Portiamo una canzone parla di un amore adulto, adeguato alla nostra età" dice la coppia a proposito di Pazzo di te. "E lo fa in maniera quasi provocatoria, partendo dagli aspetti negativi, quelli che ti fanno soffrire, ma poi rendono più grande e più vero questo sentimento gigantesco". Vai! di Alfa "è una canzone in cassa dritta, con sonorità un po’ folk, sulla scelta di vita di molti ragazzi, tra cui me, di andare anche se non si sa dove". "Racconto un periodo scuro", anticipa Il Tre: "Il pezzo non dimentica le mie radici; mi piace il rap e mi piace cantare, così ho unito i due generi ed è venuta fuori Fragili".

Speranza al centro della Capolavoro de Il Volo. "Quando facciamo fatica a vedere dentro noi stessi si spera sempre di trovare fuori la risposta" dicono Barone, Boschetto e Ginoble. "È sicuramente un brano pop alla nostra maniera, con cui abbiamo voluto apportare un’evoluzione alla nostra carriera musicale". La ribellione giovanile è il cuore di Governo punk dei Bnkr44, "storie di ragazzi come noi", il non essere accettati di Autodistruttivo dei La Sad (che trovano l’aiuto di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari), le incertezze dell’età di Diamanti grezzi di Clara, i momenti belli vissuti con fragilità di Spettacolare di Maninni, le indeterminatezze sentimentali di Il cielo non ci vuole di Fred De Palma, i dualismi che ci portiamo dentro di Click Boom! di Rose Villain. "Parla un po’ di rivalsa" dice Big Mama della sua La rabbia non ti basta: "Volevo mettere nel testo tante parole che per me sono importanti. Volevo mandare un messaggio molto forte e per me è importante farlo su questo palco gigante".

Mahmood dice che Tuta gold lo racconta in maniera nuova ("Uun genere “club baile funk“, un viaggio tra il passato e il presente"). "Canzone nostalgica, struggente, molto malinconica" la Finiscimi di Sangiovanni, mentre L’amore in bocca dei Santi Francesi fa "riferimento all’amaro in bocca, gioco di parole romantico e sessuale". Meno sfrontati Ricchi e Poveri e Fiorella Mannoia, ma anche The Kolors che definiscono Un ragazzo una ragazza come "la fotografia urbana di una relazione". Dargen D’Amico definisce la sua Onda alta "brano italiano che si ispira alla forma di questo paese". In vena di giochi pure i Negramaro, che a proposito di Ricominciamo tutto scherzano: "qualcuno ha detto che è metal, ma se fai girare il disco al contrario diventa una tarantella, anzi no, una pizzica".

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