Sorpresa Fay Archive . Capsule limited edition con radici americane

di Eva Desiderio "Siamo partiti da zero e finora dal 2019, anno della nostra prima presentazione, siamo sempre cresciuti nel gradimento...

di Eva Desiderio

"Siamo partiti da zero e finora dal 2019, anno della nostra prima presentazione, siamo sempre cresciuti nel gradimento dei nostri clienti e nei numeri della produzione e delle vendite". E’ molto soddisfatto Michele Lupi del successo di Fay Archive, lui che è stato nominato da Diego Della Valle come Men’s Collections Visionary for Tod’s e Fay. Quest’ultimo marchio per le presentazioni della collezione maschile per l’inverno 2024-2025 si sdoppia con un evento a Milano il 13 prossimo e con Fay Archive col debutto a Pitti Uomo 105.

Il classico giaccone dei pompieri americani, esempio di perfetto workwear traformato in capo cittadino e di praticità, a confronto con la collezione d’archivio, quella delle radici del brand ma attualizzat alla quale Michele Lupi, giornalista di successo e direttore di molto importanti testate, lavora con passione dal 2018 anno in cui ha raggiunto i fratelli Diego e Andrea Della Valle (che è presidente di tutte le linee Fay) per questi nuovi progetti.

"Prima ho impostato Tod’s No_Code – racconta Lupi – che faceva parlare artigianalità e tecnologia, poi sono passato a Fay Archive dopo che il brand americano era stato comprato dalla famiglia Della Valle nel 1987. L’idea era quella di riattualizzare l’abbigliamento da lavoro, tornare al Dna del brand, che in pochi anni è cresciuto in fretta facendo registrare un bel + 30% nelle vendite della collezione maschile di Fay Archive. La collezione donna non c’è perché il marchio è anche unisex, e il guardaroba è intercambiabile".

"Debuttiamo a Pitti Uomo 105 – illustra Lupi – perché crediamo che il salone fiorentino sia il miglior palcoscenico per il nostro lancio internazionale, pur restando sempre un marchio a latere della corazzata Fay. Insomma da oggi ci apriamo al mondo, faremo vedere il prodotto e i nostri progressi a buyers e stampa mondiale e stiamo registrando grande interesse, specie dal Giappone".

L’allestimento al Pitti Uomo sarà tutto alla Polveriera trasformata in una immensa tenda da campo proprio come quelle che Lupi ha ritrovato a Napoli, in quei mitici depositi sotterranei di cui la città va fiera: "Erano tante tende militari lasciate dai soldati americani nel 1945 e sempre rimaste lì, piegate e legate col fil di ferro pronte per essere lanciate dagli aerei militari di allora. Di lì l’idea di utilizzare quei tessuti vissuti e usurati con una capsule Fay Archive Limited Edition che porteremo a Firenze in soli 105 pezzi, come le edizioni del salone fino al oggi", conclude Michele Lupi. Una giacca unica, molto più che esclusiva e molto più che vissuta, un vero capo da collezionista.

Col debutto fiorentino si riaccendono i riflettori sulla storia di Fay che ha inizio con un’intuizione di Diego e Andrea Della Valle. Nel 1987, a Scituate, in Massachusetts, i due fratelli, dopo aver notato la funzionalità (e l’eleganza) dei giacconi dei pompieri per le strade di New York, rilevano l’azienda che li produce, la ’E.A. FAY ASSOC. Boston, Mass.’, che riporta nell’etichetta un quadrifoglio d’ispirazione irlandese. Una volta importato in Italia, nei primi anni ’90 l’iconico 4 Ganci diventa il capo di culto indossato da celebrities e capitani d’industria. È anche uno dei primi esempi in Italia di abbigliamento da lavoro indossato anche su abiti formali.

Nel 2019 inizia poi il progetto Fay Archive: l’obiettivo è sottolineare il Dna originale di Fay e riportare al centro dell’attenzione la sua spiccata attitudine workwear. Costantemente alla ricerca di lavoratori ai quali far testare le proprie giacche, nel 2020 Fay Archive dà il via al progetto Testers con una serie di reportage negli angoli più remoti del pianeta – dall’Alaska all’Himalaya – in cui donne e uomini raccontano le proprie esperienze di vita a stretto contatto con una natura sempre dura e selvaggia.

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