Se una notte d’estate potesse parlare si vanterebbe di avere inventato il romanticismo. Ci ha pensato Modugno: "Ti ho conosciuta in una notte di mezza estate…". I due ballano, si amano e all’alba lei svanisce. Fa male vero? È proprio d’estate, stagione sopravvalutata, che si dicono e si fanno cose senza senso. Soprattutto l’amore. È tutto di più. Pelle più scura, tentazione più vicina, gente più tonta. Ci sono studi su quanto il caldo renda stupidi. Nei suoi diari di metà Ottocento John Langdon Sibley, noto bibliotecario di Harvard, prendeva nota degli effetti devastanti delle alte temperature: "Il calore mi avvolge, mi snerva, mi...

Se una notte d’estate potesse parlare si vanterebbe di avere inventato il romanticismo. Ci ha pensato Modugno: "Ti ho conosciuta in una notte di mezza estate…". I due ballano, si amano e all’alba lei svanisce. Fa male vero? È proprio d’estate, stagione sopravvalutata, che si dicono e si fanno cose senza senso. Soprattutto l’amore. È tutto di più. Pelle più scura, tentazione più vicina, gente più tonta. Ci sono studi su quanto il caldo renda stupidi. Nei suoi diari di metà Ottocento John Langdon Sibley, noto bibliotecario di Harvard, prendeva nota degli effetti devastanti delle alte temperature: "Il calore mi avvolge, mi snerva, mi fa ammalare". Per forza: il corpo per sopravvivere sottrae risorse al cervello, è un attimo prendere una sbandata. E forse non è un caso se certi tormentoni televisivi fanno il botto quando il termometro si impenna. Temptation Island ha appena brindato con la puntata più vista di sempre nella storia del programma. Più di 4 milioni e mezzo di italiani a notte fonda hanno smesso attività fruttuose come la caccia alle zanzare per lasciarsi ipnotizzare da un melodramma di coppia fondato su un tema teoricamente tabù come il tradimento.

Incomprensioni, sviste, baci, lacrime. Come se non ce ne fossero abbastanza nella vita vera. O forse il punto è proprio questo: con il cervello bollito scatta il meccanismo dell’identificazione. Ci si mette nei panni del tradito e del traditore, le corna con colonna sonora di "caccia grossa nella savana" diventano uno specchio in cui riconoscersi. Succedeva la stessa cosa con i fotoromanzi di Francesca Rivelli prima che si chiamasse Ornella Muti: una Madame Bovary richiedeva qualche sforzo di interpretazione in più.

Chiappe, seni, bicipiti e affreschi cutanei trainano la narrazione. Stessa spiaggia, stesso mare: assomigliano ai ricordi reali di qualche ora prima ai Bagni da Elso, delineano scenari possibili che l’afa rende praticamente certi. Veniamo da mesi difficili, qualche alibi c’è. Bastano un despacito, una scollatura o la controra appiccicosa e siamo pronti ad affrontare il diavolo e le sue corna. Il trash dell’isola dei pruriti è il nostro format, i sociologi confermano che se c’è una stagione per stuzzicarsi a vicenda è l’estate e l’avventura di una notte non certo un cliché. Il sole, oltre a rendere rimbambiti, disinibisce. L’uomo cede alla visone del corpo svestito, la donna alla sensazione di essere desiderata. Siamo anche peggio di quelli là: lo zoccolo duro di tutte le statistiche pensa che tradire da giugno a settembre non lasci tracce, come un corso di windsurf. Senza fare audience, nel nostro piccolo cediamo a quella che il sociologo Zygmunt Bauman definiva "tentazione della tentazione": non desideriamo tanto l’oggetto del desiderio ma lo stato di essere tentati. Per guardare oltre la routine, per sentirci liberi.

Sesso estivo sfrenato e giustificato quindi? La psicologa Brunella Gasperini avverte che forse sì, ma potrebbe anche essere solo un mito. L’impennata di vendite di profilattici e malattie veneree confermerebbe che è tutto vero. Ma è vero anche che il caldo ammoscia, genera dubbi, flirt insensati e scottature sentimentali dalle quali, dopo qualche puntata, ci si tiene alla larga.