La nuova fontana in piazza Malatesta e le proiezioni sul teatro Galli
La nuova fontana in piazza Malatesta e le proiezioni sul teatro Galli
di Manuel Spadazzi "Marcello, come here...". Anita Ekberg ti guarda dallo schermo ed è come essere lì, con lei, immersi nella fontana. È come stare sul set de La dolce vita. Un sogno a occhi aperti: questo è il nuovo Fellini Museum, il monumentale omaggio di Rimini al suo figlio prediletto. Un viaggio nell’onirico mondo di Federico Fellini e dei suoi film, che parte da Castel Sismondo, la quattrocentesca rocca a cui contribuì Brunelleschi, attraversa le piazze Malatesta e San Martino tra installazioni, fontane e proiezioni e culmina al Fulgor. È il cinema dove il regista riminese vide i suoi primi film, innamorandosi della settima arte. Per sua e per nostra fortuna. Un progetto imponente, realizzato con il robusto aiuto del ministero dei Beni culturali, che l’ha finanziato con 12 milioni di euro. Un luogo che nulla ha a che vedere con il concetto classico di...

di Manuel Spadazzi

"Marcello, come here...". Anita Ekberg ti guarda dallo schermo ed è come essere lì, con lei, immersi nella fontana. È come stare sul set de La dolce vita. Un sogno a occhi aperti: questo è il nuovo Fellini Museum, il monumentale omaggio di Rimini al suo figlio prediletto. Un viaggio

nell’onirico mondo di Federico Fellini e dei suoi film, che parte da Castel Sismondo, la quattrocentesca rocca a cui contribuì Brunelleschi, attraversa le piazze Malatesta e San Martino tra installazioni, fontane e proiezioni e culmina al Fulgor. È il cinema dove il regista riminese vide i suoi primi film, innamorandosi della settima arte. Per sua e per nostra fortuna. Un progetto imponente, realizzato con il robusto aiuto del ministero dei Beni culturali, che l’ha finanziato con 12 milioni di euro. Un luogo che nulla ha a che vedere con il concetto classico di museo. Come ricorda il sindaco Andrea Gnassi, "il Fellini Museum non intende interpretare il cinema del regista come opera in sé conclusa, come sacrario o omaggio alla memoria. Piuttosto vuole esaltarne l’eredità culturale, dando vita a un percorso composito di narrazioni partecipate che rendono il visitatore protagonista di un’esperienza immersiva".

Più che sale espositive, le stanze del museo sono un set. Dove incontrare i personaggi dei film di Fellini, ammirare oggetti di scena, costumi, rivedere le scene più celebri dei suoi capolavori. Varcando le porte di Castel Sismondo, si entra subito nell’universo felliniano. C’è l’altalena de Lo sceicco bianco, esordio assoluto del Maestro dietro la macchina da presa (dopo Luci del varietà diretto con Alberto Lattuada). C’è la stanza del dolly, con la macchina da presa montata su un furgoncino e lo sguardo ammiccante di Marcello Mastroianni. Fellini era un maestro nell’usare la cinepresa mobile. Nella sala dedicata a Giulietta Masina, moglie e interprete di tanti film del regista, le proiezioni sulla parete sono accompagnate dal motofurgoncino di Zampanò: un omaggio a La strada, primo film di Fellini premiato con l’Oscar. Nella stanza del “Libro dei sogni“, il celebre taccuino in cui il regista – per oltre 30 anni – ha disegnato i sogni che faceva di notte, basta un soffio per sfogliare una a una le pagine del “diario“ onirico di Fellini, che si squadernano sulle pareti. I filmati (oltre 5 ore di materiale, tra estratti dai film, interviste, cinegiornali) sono uno tra i punti di forza del nuovo museo. Al cinema Fulgor, restaurato dal premio Oscar Dante Ferretti, amico e collaboratore di Fellini, le immagini scorrono a ciclo continuo. C’è un piccolo cinema nel cinema, con le poltroncine in legno, dove poter ammirare filmati delle teche Rai e dell’istituto Luce.

Ma il Fellini Museum “abbraccia“ tutto il centro storico di Rimini. Nella piazza Malatesta, tra Castel Sismondo e il teatro Galli, ecco la fontana con nebulizzatori d’acqua che ricrea l’effetto nebbia di Amarcord. Per i bambini è una festa: giocano nell’acqua, corrono come matti. E i grandi non si divertono meno. Presto in piazza si potrà attraversare anche il bosco di Tonino Guerra, tra aceri, piante da frutto e le suggestioni ispirate dallo sceneggiatore e amico del regista. Il grande platano che domina piazza Malatesta ricreerà invece la scena memorabile dello zio di Titta in Amarcord (Ciccio Ingrassia) che urla: "Voglio una donna". Poco più in là, prima di entrare al Fulgor, è d’obbligo la tappa in piazzetta San Martino, dove si può ammirare la scultura con il grande rinoceronte su una scialuppa. Evoca una delle scene più famose de E la nave va.

Ma il museo Fellini è destinato a rinnovarsi e arricchirsi di nuove installazioni e mostre temporanee. La prima sarà quella dedicata a Tonino Guerra, che inaugura con il museo. Quattro giorni di festa, tra spettacoli e visite guidate, saluteranno da domani al 22 agosto l’apertura del Fellini Museum. Il Maestro che camminava su pezzi di cielo, ideato e diretto da Valerio Festi e Monica Mainone, sarà lo show con effetti speciali che terrà a battesimo il museo. Che è stato realizzato dalla casa cinematografica Lumiére con Studio Azzurro e altre realtà e la collaborazione degli studiosi Marco Bertozzi e Anna Villari, già curatori della mostra sul centenario di Fellini nel 2020. Il museo doveva aprire i battenti l’anno scorso, poi è arrivata la pandemia... Ma adesso è arrivato il momento di sognare.