Nicoletta Orsomando  annunciatrice Rai dalla dizione perfetta
Nicoletta Orsomando annunciatrice Rai dalla dizione perfetta
In principio fu Nicoletta Orsomando. È lei la veterana del primo annuncio video: 3 gennaio 1954, nascita della televisione italiana. Data storica e primato conteso con Fulvia Colombo a Milano: "Era lo stesso giorno, io ho avuto la precedenza perché trasmettevamo da Roma", rivendica ancora oggi Nicoletta dall’alto di suoi 91 anni. L’ultima invece è stata Emanuela Folliero, sacerdotessa del culto Mediaset: 8 luglio 2018, giù il sipario per sempre. Facendo i conti, sono 64 anni passati in bella compagnia. Occhi negli occhi di quelle inarrivabili donne – prima in bianco e nero, poi a colori – che hanno accompagnato attraverso il tubo catodico la nostra vita quotidiana. Un viaggio fra politica, cronaca, cultura, spettacolo e soprattutto costume dell’Italietta, dal dopoguerra all’altroieri. "Sono diventate persone di famiglia: entravano nelle case con...

In principio fu Nicoletta Orsomando. È lei la veterana del primo annuncio video: 3 gennaio 1954, nascita della televisione italiana. Data storica e primato conteso con Fulvia Colombo a Milano: "Era lo stesso giorno, io ho avuto la precedenza perché trasmettevamo da Roma", rivendica ancora oggi Nicoletta dall’alto di suoi 91 anni. L’ultima invece è stata Emanuela Folliero, sacerdotessa del culto Mediaset: 8 luglio 2018, giù il sipario per sempre. Facendo i conti, sono 64 anni passati in bella compagnia. Occhi negli occhi di quelle inarrivabili donne – prima in bianco e nero, poi a colori – che hanno accompagnato attraverso il tubo catodico la nostra vita quotidiana. Un viaggio fra politica, cronaca, cultura, spettacolo e soprattutto costume dell’Italietta, dal dopoguerra all’altroieri.

"Sono diventate persone di famiglia: entravano nelle case con misura, garbo, eleganza. Persone affidabili, dizione perfetta. Autorevoli, oltreché di buone maniere". Michele Vanossi, giornalista e scrittore, ne ha ricostruito la parabola in un bel libro intitolato Le Signorine Buonasera, edito da Gribaudo. Una ricerca fra le teche della tv di Stato e di quelle private, fino alla sintesi: 19 volti, o meglio mezzibusti, che raccontano come eravamo.

Qual era il segreto del loro successo?

"Naturalezza e classe. All’ora di cena trovavano gli italiani a tavola o in salotto e gli italiani le chiamavano per nome: guarda Rosanna che bella giacca, e le labbra di Mariolina, il trucco di Anna Maria, il sorriso di Paola. Vaudetti, Cannuli, Gambineri, Perilli e compagne comparivano nella foto di famiglia. Dicevano buonasera, il pubblico ricambiava il saluto".

Arrivavano dopo Carosello?

"Erano le colonne d’Ercole: da quel momento, bambini a letto. Restavano in piedi, anzi seduti in poltrona, solo i grandi. Gli uomini aspettavano in solitudine il momento più intimo: la fine delle trasmissioni".

Perché?

"Le annunciatrici erano icone mediatiche: hanno rivoluzionato l’immaginario collettivo maschile. Nella notte del piccolo schermo abbandonavano i panni rassicuranti di moglie, casta fidanzata, sorella, amica per diventare l’oggetto del desiderio. Sognate e corteggiate".

Addirittura?

"Ricevevano montagne di lettere da ascoltatori-spasimanti che chiedevano un cenno degli occhi, un certo sorriso, un’acconciatura diversa dal solito. ’Capirò così che pensi a me’, scrivevano. La Vaudetti fu nominata erede universale da un ammiratore, con tanto di testamento olografo che rispedì al mittente".

Che donne erano fuori dal video?

"Intelligenti, colte, preparate. Molto scrupolose: di fronte all’incertezza sulla pronuncia di una parola straniera telefonavano all’ambasciata".

Godevano di popolarità pari alle attrici?

"Assolutamente sì, anche perché agli inizi c’erano solo i due canali Rai. I rotocalchi pubblicavano servizi su di loro ogni settimana".

Non solo Signorine Buonasera ma autentici personaggi?

"Maria Grazia Picchetti presentò Canzonissima dopo la cacciata della coppia Fo-Rame. La Elmi ha fatto due Sanremo. La ’Vaudetti annunci perfetti’, come la definì Sordi, condusse Giochi senza frontiere".

Chi erano le più amate?

"Tutte. La Orsomando era la maestra, Maria Giovanna Elmi la fatina, Gabriella Farinon il viso d’angelo, Aba Cercato la sofisticata. Ogni spettatore aveva una preferita".

E la Cannuli?

"Nessuna sexy come Mariolina detta Re Leone. Noschese ne fece una memorabile imitazione con il boa di struzzo. Era allergica a regole rigide, ricevette una lettera di richiamo per gli orecchini".

Marina Morgan divenne famosa per i capelli.

"Rossa, mora, bionda, liscia, riccia, perfino le meches azzurre. Un tornado anche al Processo di Biscardi. Brass le propose il film La chiave, lei disse no e la parte andò alla Sandrelli".

Erano rivali fra loro?

"Era tutto molto semplice. I turni duravano otto ore e negli intervalli le ragazze facevano l’uncinetto con i bigodini nei capelli. Però sì, soprattutto fra le bionde c’era concorrenza".

E le signorine Mediaset?

"Pierobon, Brigliadori, Licia Colò, la Golia... Erano più informali nel look. E nel modo di rivolgersi al pubblico: ’cari amici’ anziché ’signore e signori’. Non andavano in diretta ma erano pronte all’emergenza: la Folliero annunciò la guerra del Golfo".

Ci mancano?

"Sposo la richiesta di Maurizio Costanzo: facciamole tornare".