Il sorriso e la classe indimenticabili di Nicoletta Orsomando morta ieri a 92 anni
Il sorriso e la classe indimenticabili di Nicoletta Orsomando morta ieri a 92 anni
di Massimo Donelli Volete un esempio di vera e solida popolarità? Eccolo… Hai 92 anni. Da 28 sei in pensione. Eppure, il giorno in cui muori il tuo nome si trasforma in un hashtag e diventi "di tendenza" su Twitter, il più sofisticato fra i social network. Dove ti sommergono con un fiume inarrestabile di parole dolci, complimenti e nostalgia. Tanta nostalgia. E ti propongono e ripropongono con ogni genere di foto, ma soprattutto quelle in bianco e nero. Sì, perché tutti si ricordano di te dall’epoca in cui la Rai cominciò a trasmettere, appunto, in bianco e nero e tu entravi nelle case degli italiani con un viso bellissimo, il make up impeccabile e la voce perfettamente impostata, cara, indimenticabile Nicoletta Orsomando, nata a Casapulla (8.522 abitanti, in...

di Massimo

Donelli

Volete un esempio di vera e solida popolarità? Eccolo… Hai 92 anni. Da 28 sei in pensione. Eppure, il giorno in cui muori il tuo nome si trasforma in un hashtag e diventi "di tendenza" su Twitter, il più sofisticato fra i social network. Dove ti sommergono con un fiume inarrestabile di parole dolci, complimenti e nostalgia. Tanta nostalgia. E ti propongono e ripropongono con ogni genere di foto, ma soprattutto quelle in bianco e nero.

Sì, perché tutti si ricordano di te dall’epoca in cui la Rai cominciò a trasmettere, appunto, in bianco e nero e tu entravi nelle case degli italiani con un viso bellissimo, il make up impeccabile e la voce perfettamente impostata, cara, indimenticabile Nicoletta Orsomando, nata a Casapulla (8.522 abitanti, in provincia di Caserta) l’11 gennaio 1929, quarta di sette figli, battezzata Nicolina, morta ieri a Roma in un letto d’ospedale, per sempre viva nel cuore degli italiani, specie quelli dai cinquant’anni in su.

Una vera icona, Nicoletta. Una figura d’altri tempi e tuttavia capace di attraversare quarant’anni di televisione, dal 22 ottobre 1953 al 28 dicembre 1993, stabilendo il record assoluto tra le signorine buonasera ("Signore e signori buonasera" era l’incipit di ogni loro apparizione in tv). Quando il 3 gennaio 1954 Fulvia Colombo annunciò: "La RAI Radiotelevisione Italiana inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive", Nicoletta era già in squadra, a Roma. Le sue colleghe erano Marisa Borroni a Milano, Maria Teresa Ruta (zia dell’omonima show girl) e Lidia Pasqualini a Torino.

E anche se negli anni successivi vennero alla ribalta Mariolina Cannuli, Aba Cercato, Maria Giovanna Elmi, Anna Maria Gambineri e Rosanna Vaudetti, lei, Nicoletta, rimase sempre una spanna sopra tutte. Perchè? Perché era rassicurante, ecco.

Un’amica che entrava in casa ogni sera con discrezione assoluta, al punto che tutti ignoravano la sua vita privata. Completamente. Per la totale mancanza di qualsivoglia accento, poteva essere del Nord, del Centro o del Sud. Nulla si sapeva del suo matrimonio infelice, celebrato nel 1957 e durato appena sei anni, ma sciolto solo nel 1970, quando anche in Italia fu possibile divorziare. E pochi erano al corrente che da quelle nozze con il giornalista Roberto Rollino nacque un’unica figlia, Federica, riservata quanto la madre, cui ha regalato tre nipoti. Ignote, o quasi, anche le radici. Il papà di Nicoletta, Giovanni, era un compositore musicale, chiamato da Benito Mussolini a dirigere la Banda della milizia, che rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò; e, partito da Casapulla, fu seguito dalla famiglia nel suo girovagare per l’Italia: Mazzarino (Caltanisetta), Lavello (Potenza), Littoria (oggi Latina) e, infine, Roma.

Per tutti Nicoletta sembrava vivere unicamente dentro il teleschermo. Dove non ha fatto solo la signorina buonasera, anzi. Fu a fianco di Angelo Lombardi in alcune puntate del mitico L’amico degli animali (1956 - 1964). Accanto a Nunzio Filogamo, Fiorella Mari e Marisa Allasio presentò il Festival di Sanremo 1957. Condusse Un disco per l’estate nel 1966. E fu la prima annunciatrice a leggere un telegiornale nel 1968, dopo che nel 1965 aveva inaugurato, assieme al giornalista Jader Jacobelli, il notiziario La giornata parlamentare, l’attuale Oggi al parlamento.

Bastano queste poche pennellate di curriculum per raccontarci di una professionista curiosa e preparata, capace di gestire diversi registri narrativi. Di farlo senza mai andare sopra le righe. E, soprattutto, senza commettere mai il benché minimo peccato di divismo. Zero vanagloria. Buona educazione. Serietà assoluta. Tanto da meritare (1994) il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana, come Pippo Baudo e Gerry Scotti, due campioni del teleschermo. Proprio Pippo, ieri, l’ha salutata così: "Se ne va un simbolo della tv italiana". Commiato perfetto, non vi pare?