Uno studio pubblicato sulla rivista Human Gene Therapy apre la strada alla possibilità di curare l'alcolismo con la terapia genica. Si tratta di una strategia che mira di fatto a imitare la predisposizione delle popolazioni asiatiche verso l'intolleranza alle bevande alcoliche.

LA TERAPIA GENICA, IN BREVE

È una tecnica che prevede l'inserimento di frammenti di DNA all'interno delle cellule di un paziente, allo scopo di curare determinate patologie (spesso malattie genetiche). Per veicolare il materiale genetico nell'ospite si possono usare virus appositamente modificati oppure metodologie come la biolistica (in pratica, si sparano dei microproiettili). Nonostante le numerose criticità, negli ultimi anni i trial clinici hanno dato buoni risultati nella cura ad esempio della fibrosi cistica e dell'anemia falciforme.

SINDROME DA ROSSORE ASIATICO

Si tratta di una condizione naturale diffusa nelle popolazioni orientali, che ha fornito lo spunto agli scienziati dell'Università del Cile e dell'Università di North Carolina. Dipende da una minore concentrazione nel fegato dell'alcol-deidrogenasi (ADH), l'enzima che smaltisce le molecole di alcol etilico. La mancanza dell'alcol-deidrogenasi determina un accumulo di acetaldeide, un sottoprodotto tossico delle cellule epatiche, che provoca rossore, palpitazioni, nausea e malessere diffuso.

MENO ENZIMA, MENO ALCOL
Non è un caso, quindi, che in paesi come il Giappone, le persone reggano meno l'alcol o comunque bevano meno volentieri. Gli effetti di un boccale di birra o di un bicchiere di vino possono essere talmente sgradevoli che alcuni studi hanno trovato un legame tra l'assenza dell'enzima (che è una condizione genetica) e la ridotta predisposizione all'alcolismo di alcune etnie asiatiche.

L'ESPERIMENTO IN LABORATORIO
Sulla base di quanto raccontato qui sopra, gli scienziati hanno cercato di capire se con l'aiuto della terapia genica fosse possibile eliminare l'alcol-deidrogenasi in un organismo in cui di norma è invece presente. L'esperimento, condotto in vitro, si è servito di un virus per spedire del DNA all'interno di alcune cellule epatiche umane, al fine di interrompere la produzione di ADH. E ha funzionato: così facendo la quantità di enzima è calata del 90%.

UNA TERAPIA CONTRO L'ALCOLISMO?
Il ragionamento di fondo degli scienziati è piuttosto semplice: la privazione dell'enzima ADH rende il consumo di alcol molto poco piacevole, e ciò dovrebbe scoraggiare gli individui che hanno sviluppato in una dipendenza. I risultati dell'esperimento dimostrano la fattibilità teorica di questo tipo di approccio, che tuttavia è ancora molto lontano da un'applicazione in ambito clinico. Serviranno insomma ulteriori approfondimenti per verificare se la strada è realmente percorribile.