25 mag 2016

Stefano Ricci: ecco le giacche del Vate. "D'Annunzio re di stile"

Cinque dinner jacket in un tessuto unico, realizzato a Firenze su telai storici. Al Vittoriale degli Italiani l'evento dedicato al poeta

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24 maggio 2016 Gardone Riviera (BS) serata Stefano Ricci . Giordano Bruni Guerri © Roberto Ponti / Massimo Sestini

GARDONE RIVIERA (BRESCIA), 25 maggio 2016 - Cinque modelli dentro altrettante stanze della Prioria, al Vittoriale degli Italiani per celebrare il re dello stile italiano, il Vate, che ha fatto del lusso, dell'eleganza, dello sfarzo appassionato e della lussuria del possesso di oggetti e accessori unici la sua magnifica ossessione. Cinque modelli che indossano le dinner jacket che piaceranno al jet set internazionale, dalla collezione dell'estate 2017 di Stefano Ricci che ha voluto organizzare un evento per raccontare una storia di moda e di cultura ai massimi livelli. Perchè le giacche smoking dello stilista-impreditore fiorentino che entro la fine dell'anno avrà toccato la quota di 55 monomarca nel mondo (gli ultimi ancora in apertura sono a settembre Vancouver e Londra ed entro dicembre Miami) sono realizzate in un tessuto unico, su un suo disegno rubato a un sogno africano, realizzato a Firenze sui telai dell'Antico Setificio Fiorentino che dal 2010 fa parte del Gruppo Ricci e dunque esempio perfetto di quel “fatto in Italia” che è nella filosofia di Stefano Ricci e nella maestria dei suoi sarti artisti-artigani del taglio e del cucito. Nelle sale del Vittoriale, aperte ieri sera a solo 100 ospiti arrivati da tutto il mondo, c'era il profumo Royal Eagle della maison, secondo le trazioni dell'eroe-poeta che soleva spruzzare essenze per tutta l'antica magione.

“Se fosse vissuto oggi D'Annunzio avrebbe vestito abiti di Stefano Ricci”, commenta Giordano Bruno Guerri che è presidente del Vittoriale degli Italiani che ha permesso questo omaggio che si è concluso con una cena di gala sulla Nave Puglia, al tramonto sul Lago di Garda, dopo l'alzabandiera e l'Inno di Mameli, con grande emozione. In tavola cascate di champagne e un sofisticato menu elaborato da Vittorio. Il presidente  Guerri vestiva un completo di lana e cashemere finissimo e prezioso, con giacca stondata,  che Stefano Ricci ha rieditato ispirandosi a un vestito del Vate conservato nel Museo Segreto insieme a divise e tantissimi capi che raccontano l'amore per l'eleganza di D'Annunzio che ha lasciato 100 abiti e 300 camicie di seta, con altrettante di cotone bianco.

“Lui era l'Arbiter Elegantiarum - dice Stefano Ricci - e universalmente riconosciuto come il padre dello stile italiano che mi ha ispirato per la collezione della prossima estate che presenterà a Pitti Uomo. Qui al Vittoriale abbiamo avuto l'onore e il privilegio di scattare il look book e di girare il video della collezione. Qui si riscopre l'orgoglio di essere italiani e di sapere cosa di bello gli italiani sanno fare”.

Con l'imprenditore anche i due figli, Niccolò Ricci, amministratore delegato del brand e Filippo Ricci direttore creativo che stanno affiancando il padre e la madre Claudia Ricci nell'espansione internazionale del marchio fondato nel 1972 proprio a Firenze. 

 “Io sono un animale di lusso” scriveva il Vate al suo editore Treves e mai parole sono tanto attuali guardando l'altissima sartorialità e la cura certosina dei dettagli, gli intrecci di pelli pregiate e le profilature ad arte in primis, che caratterizzano la nuova collezione di Stefano Ricci che fonde alla perfezione moda e cultura. E adesso l'impegno della maison Ricci per restaurare al Vittoriale la Sala del Mappamondo e i tessuti della Sala della Musica.

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