Foto: Jonathan Olley/Jonathan Olley/Lucasfilm
Foto: Jonathan Olley/Jonathan Olley/Lucasfilm
Il 23 maggio, più o meno in contemporanea con il resto del mondo, anche le sale cinematografiche italiane saranno invase da astronavi, fulminatori e avventure in una galassia lontana lontana: esce infatti 'Solo: A Star Wars Story' e per aiutarci a segnare la data sul calendario Lucasfilm ha rilasciato un nuovo trailer lungo. Oltre a guardarlo, è anche tempo di interrogarci su quali cose non possono essere sbagliate per nulla al mondo.

1 – LE STRIZZATINE D'OCCHIO
'Solo: A Star Wars Story' è il secondo spin-off della saga principale di 'Guerre Stellari', quella legata alla famiglia Skywalker. A differenza di 'Rogue One', cioè del primo spin-off, la trama nasce più vincolata a ciò che già conosciamo: mettere in scena il passato di Han Solo, infatti, è cosa diversa da raccontare come un gruppo di sconosciuti ribelli è entrato in possesso dei piani di costruzione della Morte Nera. Questo significa che tutta una serie di dettagli narrativi devono essere confermati: l'amicizia fra Solo e Chewbacca, quella con Lando Calrissian, come è entrato in possesso del Millennium Falcon e via dicendo. La cosa importante è che lo spin-off non si limiti a inanellare una serie di strizzatine d'occhio, di rimandi a ciò che già sappiamo, ma che imbastisca una trama autonoma degna di questo nome.

2 – COMMEDIA MA NON TROPPO
Riducendo il ruolo narrativo di Han Solo all'osso, possiamo affermare che nell'originale 'Star Wars' (1977) era il personaggio incaricato di stemperare la tensione dello scontro con l'Impero e con Darth Vader, facendo leva sul suo carattere guascone e sulla sua parlantina. Vedi i bisticci amorosi con Leia, quelli d'amicizia con Luke e le alzate di sopracciglio nei confronti della Forza. Pur con alcune differenze, le pellicole successive non hanno tradito questo DNA. 'Solo: A Star Wars Story' lo fa diventare protagonista, da spalla che era, e questo crea un rischio sulla carta, cioè di non avere più un contraltare serio, capace di dare al film quel tocco di epicità che è alla base del successo della saga. A giudicare dal trailer, il personaggio interpretato da Woody Harrelson (criminale e mentore di Han) potrebbe assolvere allo scopo

3 – NON INSEGUIRE HARRISON FORD
Quando George Lucas ha affidato a Harrison Ford il ruolo di Han Solo ha pescato il classico coniglio dal cilindro, perché l'attore ha saputo dare al suo personaggio un'identità e un fascino fortissimi. La tentazione, per il nuovo Han (Alden Ehrenreich), potrebbe essere di scimmiottare l'esempio virtuoso del collega. Sarebbe un errore, intanto perché Harrison Ford ha una presenza scenica che Ehrenreich non ha (pochissimi altri ce l'hanno), poi perché è fondamentale che 'Solo' emerga come vicenda autonoma, rispetto alla saga principale: è uno spin-off, dunque non può allontanarsi di anni luce, ma non può nemmeno essere una pallida fotocopia che punta tutte le sue carte sull'amarcord.

SOLO: A STAR WARS STORY, IL TRAILER IN ITALIANO


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