Roma, 22 febbraio 2017 - Una nuova avventura per Gigi D’Alessio. Smaltita la delusione e la rabbia per l’eliminazione dalla finale del Festival di Sanremo, il cantante napoletano condurrà da mercoledì 8 marzo, alle 21.20, su Raidue, in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli, “Made in sud”. Nel programma, in prima serata per il sesto anno, affiancheranno D’Alessio nelle dodici puntate previste, le “veterane” Fatima Trotta ed Elisabetta Gregoraci.

D’Alessio, preoccupato per questo nuovo impegno?

"Non ci sarà la giuria di qualità, e questo già mi conforta tantissimo".

Pensa ancora alla delusione per la bocciatura a Sanremo della sua 'La prima stella'?

"Ma no, non è stata una delusione, e poi ora pensiamo a “Made in sud”".

Quindi non è pentito di essere andato, e ci ritornerebbe?

"Ma certo, è sempre un onore andare al Festival di Sanremo".

Tornando a “Made in sud”, nessun timore, dunque?

"A Napoli si dice (lo traduco in italiano), “chi ha paura non va a letto con le belle donne”. Nessuno nasce imparato. Come fa un po’ un padre, imparerò giorno per giorno a tenere unita questa famiglia. E poi sto salendo su un carro collaudato e vincente. Più che il conduttore, farò il vigile urbano, per coordinare i vari momenti di musica, di comicità, gli interventi degli ospiti che verranno non solo a promuovere il loro lavoro ma a fare spettacolo. Quest’anno “Made in sud” ha deciso di cambiare pelle e non sarà più soltanto uno spettacolo comico, sarà una sorta di varietà. E mi piacerebbe far conoscere un po’ di cultura del sud, non solo di Napoli ma anche della Sicilia, della Calabria, della Basilicata".

È la sua prima conduzione?

"Altre volte ho fatto un po’ il padrone di casa, ho avuto delle puntate da solo, ho fatto delle serate di Capodanno. Questo adesso è un progetto diverso, più lungo, di dodici puntate. Ma abbiamo tante storie e canzoni da proporre, le mie ma anche quelle napoletane più popolari, la comicità e tanto altro, nel nome di un sud che unisca tutta l’Italia. Che, da nord a sud, faccia sentire tutti a casa. Già ci sono troppe persone che vogliono dividere questo Paese. Noi con la musica e la comicità cercheremo di farlo restare unito. E del resto il sud è la casa di tutti, come dimostra ogni giorno, da Lampedusa a tutta la costa meridionale, pronta ad accogliere tutti quelli che scappano".

Tra pochi giorni sarà il suo compleanno, come ricorda con il suo nuovo disco intitolato “24.02.1967”.

"Più che un disco è una torta, perché sono stato io il pasticciere. Ho impiegato otto mesi per farla, quasi come un figlio e quest’anno la gusterò insieme al pubblico. Uscirà esattamente il giorno del mio compleanno. È una torta che volevo dividere con il mio pubblico e darne una fetta a tutti coloro che mi hanno sostenuto e che hanno creduto in me fino ad oggi".

Quanti dischi ha venduto finora?

"Più di venti milioni".

E che effetto le fanno questi primi cinquant’anni?

"Un bell’effetto. C’è sempre tanto da imparare".