È una sfida affascinante quella lanciata dalla nuova 500 elettrica. Presentata coraggiosamente a Milano nei giorni del coronavirus, l’ultima creatura di casa Fiat riafferma la sua centralità. Come modello, come icona di stile e come apripista di una nuova era, quella elettrica. Ma il dato centrale è che una vettura con ambizioni globali e aspirazioni premium, sbandiera con fierezza la sua piena italianità.

A cominciare dal design, dalla ricerca tecnologica avanzata e dalla specialissima culla dove 500 elettrica è nata e continuerà a prosperare.

È lo storico stabilimento torinese di Mirafiori, da sempre punto di eccellenza del gruppo. È la fabbrica più vecchia d’Europa ancora in attività (anno di nascita 1939) e ha tenuto a battesimo Topolino e 500, 600 e Lancia Ypsilon, fino al gioiello Maserati Levante.

La 500 elettrica incarna al meglio la voglia di rilancio del marchio italiano, da tempo inchiodato ai suoi storici modelli. E l’aspirazione legittima di Mirafiori di restare un nodo centrale nei futuri equilibri del gruppo, ora allargato alla grande alleanza con PSA.

Lo sforzo di Fiat, nel costruire questa vettura, è stato anche una rincorsa alle case concorrenti che si erano lanciate da tempo nel regno dell’elettrico, della guida autonoma, della connessione totale. La 500 elettrica di oggi sembra in grado di giocare la sua sfida anche in questi delicati territori. Con il vantaggio di aver creato un’auto che è un vero e proprio brand, una icona di stile e di italianità riconosciuta in tutto il mondo. Sposando tradizione e innovazione, il Cinquino può affrontare di slancio la sua terza vita.