Foto: Drazen Zigic / iStock
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La settimana lavorativa da quattro giorni è un tema sempre più rilevante all’interno della società occidentale. Diversi paesi e aziende la stanno sperimentando, ma le certezze sulla sua efficacia in termini di produttività e di benessere psicologico dei dipendenti sono ancora poche. Un passo avanti importante è stato fatto di recente dall’Associazione islandese per la sostenibilità e la democrazia (ALDA), il cui esperimento ha mostrato che la “settimana corta” è un vero e proprio successo.
 

Su la produttività e giù lo stress

L'esperimento ha coinvolto circa 2.500 lavoratori (medici, impiegati, segretari e non solo) ed è durato in tutto quattro anni, dal 2015 al 2019. Per tutto questo tempo i partecipanti hanno lavorato quattro giorni alla settimana anziché cinque, con benefici significativi. Lo stipendio, va specificato, è rimasto identico rispetto a prima.
Passare da una settimana lavorativa da 40 ore a una da 35 o 36 ore, secondo i risultati, non ha in alcun modo ridotto la produttività delle aziende. Dall’altra parte, le condizioni psicologiche dei lavoratori sono migliorate: i casi di stress e di burnout (una specie di esaurimento) si sono all’incirca dimezzati.
 

La produttività rimane la stessa

Sul report pubblicato dall’ALDA si legge che molti lavoratori hanno inizialmente faticato a ottenere gli stessi risultati lavorando un giorno in meno. Dopo pochi mesi, però, quasi tutti si sono resi conto dell’importanza di cambiare la propria routine e di organizzare meglio le giornate, ottimizzando il tempo in maniera più efficiente. Una volta trovato l'equilibrio, è andato tutto in discesa e i benefici (individuali e collettivi) hanno annullato le difficoltà iniziali. L’ALDA ha definito l’esperimento “un grande successo”, dato che i dipendenti sono riusciti a trascorrere meno tempo sul posto di lavoro senza intaccare negativamente la qualità e la quantità della performance.
 

Occhi puntati su Giappone e Spagna

La settimana lavorativa da quattro giorni non è una novità assoluta. Di recente, il governo del Giappone (uno dei paesi al mondo in cui si lavora di più e in cui ci sono meno ferie) ha incoraggiato le aziende a lasciar decidere ai dipendenti se lavorare quattro o cinque giorni alla settimana. Lo stesso è accaduto a marzo in Spagna, dove l'esecutivo ha dato l'assenso per accorciare in via sperimentale la settimana lavorativa a 32 ore. I costi delle aziende che aderiscono sono pienamente coperti dallo stato per un anno intero, passando poi al 50% nel secondo anno e al 33% nel terzo. Gli esempi del Giappone e della Spagna potrebbero confermare che la settimana lavorativa da quattro giorni ha benefici economici e sociali, ma non solo. Infatti, secondo uno studio delle organizzazioni ambientaliste Platform London e 4 Day Week Campaign, l’introduzione in Regno Unito della settimana lavorativa da 4 giorni è un toccasana anche per l'ambiente, in quanto sarebbe in grado di ridurre le emissioni inquinanti del 20% (circa 127 milioni di tonnellate) rispetto ai livelli attuali.