17 mar 2022

Una serie sui piccoli borghi italiani rinati grazie a internet

Si chiama “Paesini – la serie” ed è un progetto itinerante che racconta le storie di chi ha scelto la provincia e l’ha fatta rivivere attraverso la rete

Uno dei borghi del progetto
Uno dei borghi del progetto

Un viaggio lungo un anno per raccontare la provincia italiana rinata grazie al supporto di internet. Si tratta di “Paesini – la serie”, il progetto creato dal collettivo di content creator What Italy Is. 52 storie di vita diverse ma con un punto in comune: la scelta di restare o tornare ad abitare – e a lavorare – in alcuni dei piccoli borghi italiani, lontani dai ritmi frenetici della città. Senza rinunciare ai vantaggi della tecnologia.

La spinta dalla pandemia
L’idea di questo racconto itinerante è arrivata dopo l’emergenza pandemica. Da una parte, rivolgendo lo sguardo al futuro, si è incrementato l’utilizzo dei mezzi messi a disposizione da internet, su tutti lo smart working e il lavoro da remoto. Dall’altra è cresciuta nelle persone la voglia di fuggire dalle metropoli, vivere a contatto con la natura, respirare aria pulita e ritornare alle origini. “Paesini” vuole dimostrare che questi due filoni di pensiero possono convivere facendo camminare innovazione e tradizione di pari passo.

Le storie raccontate nel progetto
In Italia su un totale di quasi 8.000 comuni, sono ben 5.496 quelli con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti: si dividono tra paesi arroccati sui monti, borghi affacciati sul mare o piccoli centri in cui il tempo sembra essersi fermato. Tutte realtà geograficamente lontane dai grandi comparti industriali, a cui la rete può offrire grandi opportunità economiche. Ed è partendo da questo pensiero e attraversando questi luoghi che il reportage itinerante – ufficialmente partito il 7 febbraio – ha preso forma. Tutte le storie del progetto “Paesini la serie”, realizzate in collaborazione con Eolo (azienda che opera nel settore della banda larga), sono raccolte sul sito di What Italy is.

Tra le tante c’è ad esempio quella di Alice Mela e Irene Ameglio che in Piemonte – e precisamente a San Sicario, a 1.700 metri di altitudine – hanno dato il via a “Remoto Community”, un piano di co-living o co-working ad alta quota. Nel loro rifugio di montagna le persone possono soggiornare da una a tre settimane e lavorare, attraverso le postazioni internet, accanto a perfetti sconosciuti, condividendo gli spazi e anche il tempo libero da spendere in mezzo alla natura.

Celle Ligure, un borgo affacciato sul mare in provincia di Savona, è invece il posto scelto da Beatrice Minuto per avviare la sua piccola impresa di produzione di oggetti di ceramica: dagli utensili da casa ai gioielli personalizzati. Il suo shop è decollato online grazie al sito che gestisce e in cui mostra i suoi lavori, ma anche e soprattutto attraverso il suo profilo Instagram che oggi conta più di 18.000 followers.
Per Andrea Puschiasis, presidente appena trentenne della pro loco di Pesariis, paesino nelle montagne della provincia di Udine, internet è invece diventato un mezzo di promozione turistica. Nel borgo in cui è nato, il protagonista di ogni cosa è il tempo, perché è qui che è stato prodotto e sviluppato il primo orologio a lettura diretta utilizzato anche nelle stazioni ferroviarie. E sebbene si tratti di un posto in cui la vita sembra scorrere lenta, la velocità dei social media è diventata lo strumento principale per rendere a tutti nota l’eccellenza locale.
 

 

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