Selena Gomez (Ansa)
Selena Gomez (Ansa)

Cannes, 16 maggio 2019 - Centocinquantamila milioni di followers sul suo profilo Instagram. Una cifra da fantascienza, pazzesca. Una percentuale rilevante di tutta la popolazione mondiale. Lei su quel profilo mette le foto che metterebbe ogni ragazza della sua età: foto un po’ studiate un po’ no, momenti banali e altri speciali, qualche scatto sexy, ma niente di trascendentale. Eppure, ognuno di quei quadratini col suo volto finisce in pochi istanti sugli smartphone dei ragazzi di tutto il mondo. 

Lei è Selena Gomez. Ventisette anni, un passato da diva bambina delle produzioni Disney. Adorata dai bambini, poi da un pubblico più adulto, quando ha affrontato un film trasgressivo come Spring Breakers di Harmony Korine. Era il 2012, lei e le sue amiche entravano in un turbine di sesso, droghe, furti. L’anno successivo, la rivista Maxim la metteva al secondo posto, fra le cento donne più sexy del mondo. Poi, il buio. La depressione, i problemi mentali e quelli fisici. Il lupus, una malattia autoimmune generata dallo stress. 

Malattia che la porta lontano dai set e dagli studi di registrazione – nel frattempo, Selena era diventata anche una cantante da milioni di dischi. Via dai social, da Instagram, da Twitter. Poi la rinascita: la psicoterapia che la aiuta a diventare una persona nuova. E il trapianto di rene, donatole dalla sua amica più cara, Francia Raisa. 
Il ritorno al lavoro. Come produttrice della serie Tredici, di cui cura anche la colonna sonora. La sua nuova vita, Selena la celebra qui a Cannes. Ieri, per lei, quello che è quasi un nuovo debutto. Il red carpet di The Dead Don’t Die, il film di Jim Jarmusch che ha aperto il concorso internazionale. Ai giornalisti ha riservato qualche confessione.

Ancora più preziosa, dato che per un anno che la Gomez è rimasta fuori dalle scene, per dedicarsi alla sua salute fisica e mentale: ha combattuto con le conseguenze del trapianto di rene subito nel 2017 e della malattia di cui soffre. L’ultima volta era salita sul palco della sua amica Taylor Swift nel maggio 2018; poi un ricovero in clinica per un crollo emotivo, alla fine dell’anno. E in aprile, al Coachella, a sorpresa, era salita sul palco durante il concerto di Dj Snake, ballando sulle note di Tiki Taki. 
Al cinema, la rivedremo anche nel prossimo film di Woody Allen, Un giorno di pioggia a New York, che interpreta insieme a Timothée Chalamet, film a lungo bloccato per il clima che si era creato attorno a Woody Allen: uscirà il 3 ottobre. Mentre The Dead Don’t Die di Jarmusch uscirà in Italia il 14 giugno, distribuito da Universal Pictures, col titolo I morti non muoiono.

Selena, lei è una star dei social. Ha una popolarità immensa. Che cosa pensa dei social media?     

"Sento che sono molto pericolosi. Che possono avere un impatto negativo tremendo sui ragazzi o su giovani adulti; che sono capaci di colpire non soltanto la loro autostima, ma la loro coscienza del mondo al di fuori dello schermo. I social media sono stati terribili per la mia generazione. Danno tante possibilità, ma allo stesso tempo mi spaventa vedere quanto ragazze e ragazzi siano esposti, e senza accorgersene. Di sicuro, i social sono pericolosi".

Sarebbe necessario creare regolamentazioni più rigide per l’uso dei social?     

"È un po’ troppo tardi per rimettere il genio dentro la lampada. È praticamente impossibile rendere la cosa sicura, a questo punto. Io, personalmente, sono grata per i 150 milioni di followers che ho, ma ho imparato a porre dei limiti a quello che posto. E quando vado agli incontri pubblici con i miei fan, vedo tanti ragazzi e ragazze bullizzati, proprio attraverso i social, e incapaci di difendersi".