Giuseppe Tassi
Giuseppe Tassi

Il mercato italiano dei Suv è una miniera d’oro anche per Seat, il marchio spagnolo che da anni fa parte della galassia Volkswagen. Il 60% delle vendite nel Belpaese vengono da questo specialissimo segmento in continua crescita. E Seat risponde alla richiesta con tre modelli: la piccola Arona, la media Ateca e la grande Tarraco. Proprio Ateca, nata nel 2016, si concede un restyling che mira a forma e contenuti. L’auto guadagna in lunghezza (4.381 mm, cioè +18) e in abitabilità. E il desgn si fa più ardito e sportivo, ricalcando gli stilemi di Leon nel volante e negli interni e l’aggresività di Tarraco nella griglia frontale più evidente.

Il bagagliaio (fino a 1.579 litri) e l’abitabilità sono da grande Suv, la guida sempre facile e morbida, senza i rollii e i molleggi in eccesso di altri Suv anche di nobile lignaggio. Una vettura ideale per famiglie giovani con figli piccoli che cercano un’auto sobria, sportiva e comoda al tempo stesso. Ma anche un Suv tradizionale e poco inquinante, senza avventurarsi nell’articolata galassia del mondo ibrido o elettrico. A quest’ esigenza risponde una gamma di motori molto ampia, che comprende propulsori benzina e diesel a basse emissioni che vanno da 115 ai 150 cv, fino ai 190 della versione Top Xperience, a trazione integrale e dichiarata vocazione all’offroad.

Insomma Ateca è pronta a disegnarsi sulle esigenze del cliente, come un vestito sartoriale cucito su misura. E questo vale anche per gli interni modulabili, dove spiccano il nuovo volante sportivo, lo schermo touch da 9 pollici, che gestisce un infotainment molto raffinato, con comandi anche vocali e gestuali. Nuova evoluzione pure per il Seat connect, con comando che può agire da remoto e la chiamata di emergenza.

Gli Adas, cioè gli ausilii elettronici alla guida, sono di livello 2. Molto efficace e innovativo il pre-crash che segnala veicoli in arrivo e previene gli incidenti e l’assistente automatico al parcheggio che funziona anche con un piccolo rimorchio agganciato all’auto, rendendo agevoli anche le manovre più complicate.

Sulle strade intorno a Verona e lungo la dorsale dei monti Lessini abbiamo testato la versione diesel 2.0, ricavando l’impressione di un’auto molto eclettica e capace di adattarsi a ogni tipo di percorso. Le cadenze inimitabili del diesel ne fanno un perfetto animale da autostrada, ma la grinta e la ripresa sono degne di un turbo benzina. In epoca di elettrico incombente e di ibrido ad ogni costo, è bello riscoprire le virtù di un Suv di impostazione classica, eppure già proiettato nel futuro.

Discorso che vale anche per Tarraco, il grande Suv nato del 2018 e già aggiornato con un restyling importante. I sette posti comodi, il telaio più rigido, la gamma motori ricca e differenziata (fino a 200 cv) sono un invito all’acquisto. In attesa che Seat sforni la versione ibrida plug-in del Tarraco con un sistema da 245 cv e 50 km reali in solo elettrico.