Giovanni Morandi Dev’essere colpa del Covid se uno si ritrova senza volere tra le fila dei No super-Tav, versione aggiornata dei No Tav. Si dà il caso infatti che dopo una vita laboriosa spesa a correre dietro mille impicci con l’affanno di non aver mai tempo a sufficienza, in questo ultimo anno ci...

Giovanni

Morandi

Dev’essere colpa del Covid se uno si ritrova senza volere tra le fila dei No super-Tav, versione aggiornata dei No Tav. Si dà il caso infatti che dopo una vita laboriosa spesa a correre dietro mille impicci con l’affanno di non aver mai tempo a sufficienza, in questo ultimo anno ci siamo trovati in una situazione opposta. E abbiamo scoperto che il tempo anziché mancarci ci avanza. È per questo che lascia perplessi la notizia che ci informa che stanno preparando un supertreno ma forse sarebbe meglio chiamarlo vagone ferroviario a levitazione magnetica, date le dimensioni e le caratteristiche. E questo bolide sarebbe capace di partire da Milano e di arrivare a Roma in mezz’ora a una velocità doppia, tripla dei treni Tav. Il perché della perplessità è semplice, perché va bene il progresso, le innovazioni e tutto il resto ma quando saremo arrivati a Roma con due ore e mezzo di anticipo rispetto a oggi che cosa faremo dalle 7.30 alle 10 che sono l’orario dell’orologio biologico degli statali romani prima del quale possono concepirsi non al lavoro ma semmai solo davanti ad una tazzulilla di caffè. Perché, facciamocene una ragione, a quell’ora antelucana il romano che dobbiamo incontrare sta ancora sognando.

In altre parole a che cosa serve viaggiare veloci come lampi se possiamo arrivare comodi andando più piano? Noi No super-Tav pensiamo che il punto non è arrivare prima di partire ma arrivare puntuali. Il Covid ci ha resi saggi e abbiamo capito che non serve “guadagnar” tempo, serve saperne fare un buon uso.