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20 gen 2022

Scoperta in Arabia una rete di 'autostrade' di 4500 anni fa

Gli archeologi hanno individuato dei "viali funerari" delimitati da migliaia di tombe, che permettevano di spostarsi fra oasi distanti anche centinaia di chilometri

20 gen 2022
Un tratto di viale funerario - Foto: AAKSAU/AAKSAK and Royal Commission for AlUla
Un tratto di viale funerario - Foto: AAKSAU/AAKSAK and Royal Commission for AlUla
Un tratto di viale funerario - Foto: AAKSAU/AAKSAK and Royal Commission for AlUla
Un tratto di viale funerario - Foto: AAKSAU/AAKSAK and Royal Commission for AlUla

Quattromilacinquecento anni fa, nel nord-ovest dell'attuale Arabia Saudita si estendeva quella che si può considerare una vasta rete di antiche autostrade. Era composta da "viali funerari", lunghi corridoi delimitati da migliaia di tombe che collegavano le oasi e i pascoli della regione. Questo sistema di arterie dell'età del bronzo è stato scoperto e studiato dagli archeologi della University of Western Australia in collaborazione con esperti locali.

Combinando l'analisi di immagini satellitari e fotografie aeree, indagini sul campo e scavi, i ricercatori hanno individuato la presenza dei viali funerari su un'area di oltre 160mila chilometri quadrati e hanno conteggiato 17.800 monumenti funerari, dalla particolare forma che ricorda un ciondolo. Undicimila tombe delineano tratti delle strade e la loro concentrazione aumenta a ridosso delle fonti d'acqua permanenti. L'orientamento dei viali riportati alla luce ne indica la funzione: quelli più piccoli si disperdevano nei dintorni e servivano probabilmente per portare al pascolo le mandrie; quelli più grandi venivano invece percorsi per spostarsi fra le oasi principali, come quelle di Khaybar, AlUla e Tayma, distanti anche centinaia di chilometri.

"I viali funerari erano la più importante rete di collegamenti stradali dell'epoca", dice l'autore principale Matthew Dalton, "e mostrano che le popolazioni che vivevano nella penisola arabica 4500 anni fa erano molto più connesse fra di loro, sia socialmente sia economicamente, di quando si pensasse". Non solo: "Queste oasi, e in particolare Khaybar, mostrano alcune delle più alte concentrazioni di monumenti sepolcrali al mondo", e ciò fa pensare che nell'età del bronzo le popolazioni della regione avessero già cominciato a stabilirsi in modo più permanente in quei luoghi favorevoli. Secondo gli studiosi australiani, "le scoperte archeologiche che stanno emergendo in quest'area hanno il potenziale per cambiare la nostra comprensione della storia antica del Medio Oriente".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The Holocene.

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