Scontro tra megattere (Foto: Olaf Meynecke)
Scontro tra megattere (Foto: Olaf Meynecke)

Giganti pacifici? Non proprio e non sempre. Un raro filmato a cura di un team di ricercatori della Griffith University (Australia) documenta un insospettabile combattimento subacqueo tra alcuni esemplari di megattera (Megaptera novaeangliae). Nelle profondità marine, lontani da occhi indiscreti, i grandi cetacei (balene, balenottere e simili) possono rimanere coinvolti in scontri molto intensi, specie nel periodo dell'accoppiamento.



Il video cattura il momento in cui un maschio adulto di megattera "importuna" una mamma e il suo cucciolo, scatenando la reazione protettiva di altri due esemplari più giovani, che dopo ripetute collisioni lo costringono ad allontanarsi. La scontro è osservabile dalla prospettiva dell'aggressore, cui in precedenza gli scienziati erano riusciti a fissare delle telecamere con ventose. L'equipe, guidata dal biologo marino Olaf Meynecke, stava studiando il comportamento delle megattere durante la loro migrazione annuale lungo la costa orientale dell'Australia.

Meynecke ha spiegato che applicare dispositivi su cetacei di grosse dimensioni è un'operazione molto complessa, che richiede pazienza e accorgimenti adeguati, soprattutto perché le balene non amano essere toccate. Come se non bastasse, le telecamere tendono spesso a staccarsi quando l'animale si muove, e le poche volte in cui questo non avviene le immagini risultano di scarsa qualità a causa dell'elevata torbidità dell'acqua. Essere riusciti a riprendere un combattimento in modo nitido è dunque qualcosa di eccezionale, frutto di una serie di circostanze fortunate non facilmente ripetibili.

Nel commentare il materiale raccolto, Meynecke ha aggiunto che di norma i maschi di megattera esibiscono la loro forza per cercare di impressionare una potenziale partner. Negli scontri sfruttano la loro enorme mole per scagliarsi contro gli avversari, prendendo di mira punti vulnerabili come stomaco e orecchie. Raramente le lotte causano la morte di un contendente, anche se non mancano segnalazioni di balene spiaggiate con le mascelle fratturate. "Un metodo per distinguere i maschi dalle femmine è andare in cerca delle cicatrici", ha concluso il biologo.