Scarlett Johansson
Scarlett Johansson

Roma, 10 maggio 2021 -  Nei giorni scorso i membri della Hollywood Foreign Press Association hanno tentato di correre ai ripari dopo essere stati travolti dalle polemiche per la scarsa inclusività della loro organizzazione e per i sospetti di essere più che disposti a farsi corrompere in cambio di una nomination o addirittura una vittoria ai Golden Globes. La rivolta nei loro confronti, che ha investito gran parte di Hollywood, sembra però lontana dallo spegnersi. Anzi, l'attrice Scarlett Johansson ha rincarato dicendo che la HFPS è sessista: un'accusa particolarmente grave non solo perché giunge da una delle star più in vista al mondo, ma anche perché tocca un tasto molto sensibile negli Stati Uniti. A maggior ragione se, come ha fatto Johansson, viene evocato il nome di Harvey Weinstein, ex produttore caduto in disgrazia a causa di accuse di molteplici abusi sessuali.

Per approfondire: Golden Globes: i membri della HFPA approvano la "rivoluzione"

Le parole Scarlett Johansson 

Ecco le parole di Scarlett Johansson: "Come attrice impegnata nella promozione di un film, è normale dare il proprio contributo in vista di eventuali premi partecipando a conferenze stampa e ad eventi e celebrazioni. Nel passato questo ha spesso significato sentirmi rivolgere da parte di alcuni membri della HFPA domande e osservazioni sessiste, in alcuni casi molto vicine a una molestia sessuale. È il motivo per cui, per molti anni, ho rifiutato di partecipare alle loro conferenze".

E ancora: "La HFPA è un'organizzazione che è stata legittimata da persone come Harvey Weinstein, che la utilizzavano per sostenere i propri film in vista degli Oscar. E l'industria cinematografica nel suo complesso ha seguito il suo esempio. A meno che non avvenga una profonda riforma all'interno dell'organizzazione, penso sia giunto il momento di fare un passo indietro rispetto alla HFPA e di concentrarsi sull'importanza e la forza dell'unità all'interno dei nostri sindacati e del settore nel suo complesso".

Perché le accuse di Johansson sono gravi

Scarlett Johansson non è stata l'unica star a parlare del sessismo sistemico della HFPA, perché ad esempio si è pronunciato in egual maniera anche l'attore Mark Ruffalo, collega di Johansson nella saga dei supereroi Marvel (lei è Vedova nera, lui Hulk). Le sue parole stanno però avendo un'enorme risonanza, forse anche perché vengono da una donna che ha sempre dimostrato equilibrio e serietà intorno ai temi etici che affrontava e che dunque gode di una certa autorevolezza. Molti osservatori sostengono che potrebbero rappresentare un colpo mortale per la HFPA e i Golden Globes: perché se l'industria pare più disposta ad accettare una corsa ai ripari tardiva in termini di inclusività e trasparenza, non lo sembra altrettanto se parliamo di sessismo. Ormai è chiaro che intere carriere sono state e vengono affossate in seguito ad accuse di questo tipo.

Ad aggiungere peso alla posizione di Scarlett Johansson non c'è solo Mark Ruffalo: pur senza accennare esplicitamente al sessismo, anche Netflix, Amazon Studios, la National Association of Black Journalists, GLAAD, Time's Up e molti pubblicisti di Hollywood hanno denunciato le azioni dell'HFPA. Che ora rischia di pagare un caro prezzo per decenni di comportamenti discutibili.