di Claudio Ferri

Le sue vigne sono nella Valpolicella classica, oltre ai 24 ettari, ma altri 45 sono in Valpantena, la vallata che parte da Verona e sale verso i Monti Lessini: l’azienda Santa Sofia di San Pietro in Cariano, nel Veronese, coltiva i vigneti a 350-400 metri di altitudine in una zona vocata per la produzione di vini rossi.Il centro aziendale, che ha sede in una villa palladiana, ha due secoli di storia e di produzione di vini simbolo della tradizione locale portata avanti dalla famiglia Begnoni. Questa impresa vinicola, che produce circa mezzo milione di bottiglie all’anno, si prepara ad aprire una cantina in Valpolicella con un forte investimento economico. "È stata una lunga ricerca, con anni di sopralluoghi, poi finalmente ho trovato lo spazio che cercavo – dice Luciano Begnoni (nella foto con il padre), guida dell’azienda veneta – e il nuovo edificio dovrà essere coerente con i principi della sostenibilità ambientale. Si tratta di una vecchia costruzione da ristrutturare, che non deve avere alcun impatto sull’ambiente". Il padre Giancarlo, anch’egli alla guida dell’azienda, è enologo e si è formato alla scuola di Conegliano Veneto. Entrò subito in azienda di famiglia giunta alla terza generazione di attività. Attualmente le bottiglie sono custodite nella parte più antica risalente al 1300 e realizzata in tufo dove si trovano le botti di rovere di Slavonia e maturano alcuni dei vini rossi più importanti: Amarone, Valpolicella Superiore Montegradella, Valpolicella Ripasso. Nella cantina, di costruzione più recente ( 1700) con volte in mattone, ci sono i serbatoi d’acciaio in cui maturano invece i vini più giovani: Bardolino, Bardolino Chiaretto, Soave, Lugana, Custoza, Pinot Grigio e Merlot Corvina. Nelle cantine costruite insieme alla villa palladiana nel XVI secolo le barrique di rovere francese riservate alla maturazione di Gioè Amarone e Recioto della Valpolicella Classico, Montegradella e Arlèo. "I vini che richiedono una maturazione più lunga affinano in bottiglia nella villa – prosegue Begnoni - e la prima bottiglieria, collocata sotto l’edificio, ne contiene fino a 80mila".

Santa Sofia esporta l’87% della produzione ed è presente in 65 Paesi, tra cui Francia, Scandinavia, Usa e Canada. Tra i vini di punta, la novità: l’amarone riserva 2012 , annata in cui si sono alternati caldi torridi e forti piogge. "Dopo 100 giorni di appassimento, 5 anni nelle botti di Slavonia e 2 in bottiglia – il minimo per la “Riserva” – possiamo degustare un vino composto dal 70% di Corvina e Corvinone e per il 30% di Rondinella".