Gli Extraliscio (Ansa)
Gli Extraliscio (Ansa)
Gli Extraliscio mi attribuiscono un merito che so di non avere. Essere stato l’origine occasionale di alcuni loro pezzi, confluiti nell’album “È bello perdersi”. Il mio rapporto con loro è iniziato la scorsa estate ad Ascoli nell’ambito di un incontro della Milanesiana, festival multidisciplinare diretto da Elisabetta Sgarbi, dove loro si esibivano. Lei sapeva bene che...

Gli Extraliscio mi attribuiscono un merito che so di non avere. Essere stato l’origine occasionale di alcuni loro pezzi, confluiti nell’album “È bello perdersi”. Il mio rapporto con loro è iniziato la scorsa estate ad Ascoli nell’ambito di un incontro della Milanesiana, festival multidisciplinare diretto da Elisabetta Sgarbi, dove loro si esibivano. Lei sapeva bene che stavo ultimando la preparazione del film tratto dai libri di suo padre, Giuseppe Sgarbi e che quel film, “Lei mi parla ancora”, aveva una parte ambientata dopo la guerra, quando i suoi genitori, ragazzi, si incontravano nelle balere della Bassa...

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Sul palco gli Extraliscio non sono un’orchestra di Liscio tradizionale, questo mi fu chiaro immediatamente. Mirco Mariani, che viene da tutt’altra musica, è una scheggia impazzita che gioca a disturbare con le distorsioni della sua chitarra elettrica i veri alfieri della tradizione presenti nel gruppo. Mentre Mauro Ferrara, la voce della Romagna, ha una impostazione classica, Moreno Conficconi, detto “il biondo” ha una padronanza invidiabile sul mio amatissimo clarinetto. Già dalla platea avvertii che, nei loro pezzi, pur riconducibili al repertorio della tradizione, c’era ben altro. Riconobbi che la follia dei movimenti di scena era il riverbero di un impasto di suoni e culture molto complesso e provocatorio. E così ho chiesto a Elisabetta Sgarbi di conoscere meglio Mirco per capire quale apporto avrebbero potuto dare al film “Lei mi parla ancora”. Da lì è nata la nostra collaborazione che in questo caso è sinonimo di amicizia. Nel film, ho tenuto solo due canzoni, tra cui “Non partir”, di Giovanni D’Anzi e Alfredo Bracchi, riarrangiata da Mirco Mariani e Moreno Conficconi, interpretata da Mauro Ferrara. Altri pezzi, pur bellissimi, non ho potuto utilizzarli: non trovavano la collocazione.