Amadeus, conduttore del Festival di Sanremo 2022
Amadeus, conduttore del Festival di Sanremo 2022
Milano, 14 gennaio 2022 - Musica leggerissima. E inclusiva. Nonostante la curva dei contagi continui a tenere sotto pressione i destini di questa 72ª edizione, il Festival 2022 scarta di lato la pandemia, che lascia solo labili tracce tra i versi delle 25 canzoni presentate ieri mattina da Amadeus alla stampa introducendole una ad una, come se fosse già sul palco dell’Ariston al fianco dell’Ornella Muti o della Sabrina Ferilli di turno. Anzi, della già chiacchieratissima Drusilla Foer che nelle canzoni di Michele Bravi e della coppia Mahmood & Blanco potrebbe cogliere parole per le sue orecchie, perché i versi di Brividi "tu scappi da qui / nudo con i brividi / a volte non so esprimermi / e ti vorrei amare" del vincitore di Sanremo 2019 ben si prestano (a seconda del soggetto io o tu "nudo con i brividi") a ogni fluida possibilità. Una nobildonna del suo rango,...

Milano, 14 gennaio 2022 - Musica leggerissima. E inclusiva. Nonostante la curva dei contagi continui a tenere sotto pressione i destini di questa 72ª edizione, il Festival 2022 scarta di lato la pandemia, che lascia solo labili tracce tra i versi delle 25 canzoni presentate ieri mattina da Amadeus alla stampa introducendole una ad una, come se fosse già sul palco dell’Ariston al fianco dell’Ornella Muti o della Sabrina Ferilli di turno. Anzi, della già chiacchieratissima Drusilla Foer che nelle canzoni di Michele Bravi e della coppia Mahmood & Blanco potrebbe cogliere parole per le sue orecchie, perché i versi di Brividi "tu scappi da qui / nudo con i brividi / a volte non so esprimermi / e ti vorrei amare" del vincitore di Sanremo 2019 ben si prestano (a seconda del soggetto io o tu "nudo con i brividi") a ogni fluida possibilità.

Una nobildonna del suo rango, qualche sussulto lo proverebbe, piuttosto, davanti all’intemperanza di D’Argen D’Amico, che parla di mascherine e, con un ritmo elettrodance nelle ossa, si lascia scappare quello che potrebbe entrare tra gli slogan di questa edizione, "fottitene e balla". Già, perché, forse a causa del distanziamento forzato, il ballo domina nel repertorio del Sanremo prossimo venturo come rito liberatorio, assieme al bisogno di affrancarsi dalla paura, dalla noia, riscoprendo magari quei ritmi e quelle ingenuità anni ’60 (lo shake della premiata ditta Morandi-Jovanotti), ’70, ’80 che legano col loro filo rosso Insuperabile di Rkomi come Farfalle di Sangiovanni. O quella Chimica della coppia Ditonellapiaga-Rettore che, occhieggiando all’età d’oro della dance, corre sul versante più scivoloso dell’amore letterario di queste 25 canzoni, ammettendo: "e se rimango, vengo ripetutamente, e non m’importa del pudore, delle suore me ne sbatto totalmente, e non mi fare la morale che alla fine, se Dio vuole, è solamente una questione di chimica". Apriti cielo.

"Mi piacerebbe che questo fosse ricordato come un altro festival attuale" spiega Amadeus nei suoi panni di direttore artistico. "Tra i 25 brani in gara ci sono canzoni molto radiofoniche, ed è quello che ho sempre voluto fare fin dal primo Festival" dice. "Ci sono tanti nomi con all’attivo dischi d’oro e di platino da far paura. È il festival dei big in gara". C’è chi fa il remake di se stesso come Achille Lauro, che in Domenica ricicla ritmi e idee di Rolls Royce (" ’sta vita è un rollercoaster / un romanzo rosa / no, piuttosto un porno"), e chi come un’Elisa sognante s’inventa quasi un valzer per promettere "sarò tra le luci della città / tra la solita pubblicità / quella scusa per farti un po’ ridere / e io sarò / quell’istante che ti porterà / una piccola felicità". 

Passionale Iva Zanicchi ("voglio amarti per quello che hai nel cuore / per sentirmi ancora viva in te"), teatrale Massimo Ranieri con un’enfatica, magistrale, Lettera di là dal mare, canzone d’emigrazione firmata dal poeta-contadino Fabio Ilacqua. "Amore vedi così buio è questo mare / troppo grande per non tremare" canta l’ex Metello con gli occhi puntati sul buio dell’oceano, mentre un piano insinuante accompagna le onde che spingono il piroscafo (o il barcone) verso una nuova speranza. 

Tornando allo show, Amadeus non elude i mal di pancia del direttore di TeleLombardia: "Mi spiace si sia risentito per lo sketch tra me e Checco Zalone: non l’ha colto come una battuta, ma era così. Comunque, Checco mi ha detto: se non ti prende TeleLombardia metto una buona parola per te con TeleNorba". Muro totale in conferenza stampa sui nomi degli ospiti ancora da svelare perché quest’anno il luogo deputato agli annunci è solo e soltanto il TgUno. Molto probabilmente, però, alla fine i Maneskin all’Ariston ci saranno, perché con l’Eurovision a Torino ce lo chiede l’Europa, ma quello che dopo i trionfi americani si pensava potesse essere l’effetto della loro musica sul Festival, no: dopo Zitti e buoni, rock sono il torrido attacco della Insuperabile di Rkomi, la tensione della Tantissimo de Le Vibrazioni e poco altro.

"Assolutamente sì": Amadeus assicura che all’Ariston saranno ricordati Franco Battiato, Raffaella Carrà, Milva (cui la città di Sanremo dedicherà pure una mostra) e Lucio Dalla nel decennale della scomparsa (un omaggio ad opera, magari, di Cremonini?). Raoul Casadei non pervenuto. Da ultimo una speranza: "Quest’anno vorrei chiudere ogni sera una ventina di minuti prima", dice Ama. Si vedrà.