Sanremo 2020, Amadeus (foto Ansa)
Sanremo 2020, Amadeus (foto Ansa)

Sanremo, 10 febbraio 2020 - Sembrava il Conduttore Senza Qualità e invece si è rivelato il creatore del festival più clamoroso di sempre. Ha cominciato trasmettendo da una radio che si sentiva solo in un quartiere di Verona, è approdato a Radio Deejay a Milano (dove ha conosciuto Fiorello) quindi alla tv. Un operaio dell’etere, un manovale del quiz, su cui pochi avrebbero scommesso ma che si è fatto apprezzare dagli spettatori per il garbo e l’innata bonomia. Il più Amato dagli italiani.

La metto sul divano dello psicanalista: se dico Sanremo 2020 quale è la prima immagine che le viene in mente?
"La mia prima discesa dalla scala. Vedere la platea, e in prima fila mia moglie e mio figlio, è un’immagine che non scorderò mai: piena di entusiasmo, di desiderio, tutto quello che viene prima. Dopo ti sembra tutto normale, ma quel prima mi resterà per sempre nel cuore".

Il primo Festival che ricorda da spettatore?
"Quello che ho vissuto di persona da deejay e da speaker radiofonico, terminato con la vittoria di Massimo Ranieri. Giravo Sanremo col mio microfono, facevo le interviste ai cantanti, non potevo accedere all’Ariston".

E da bambino?
"Andavo a casa dei nonni, quando c’era Sanremo, o Canzonissima , o Rischiatutto" .

Una canzone del passato sanremese che è entrata nella sua top ten.
"Una abbastanza recente, quella di Sergio Cammariere al Festival del 2003: è stata la prima canzone che ho dedicato a mia moglie. Eravamo fidanzati da poco, ero a Sanremo nella commissione musicale e lei era a casa. Quando cantava Cammariere io accendevo il telefono e gliela facevo sentire".

Da interista meglio vincere il campionato o vincere Sanremo da conduttore?
"Diciamo che il Festival è stato il mio triplete".

Quest’anno i cantanti con brani hip hop – Rancore, Achille Lauro, Junior Cally – non sono arrivati nella parte alta della classifica. Le è dispiaciuto?
"La classifica alla fine è relativa, è giusto che appartenga agli annali, ma a me interessava portare anche questo genere musicale. Sono convinto che poi sarà ripagato dalle varie piattaforme, dagli ascolti, dalle radio".

È il festival delle donne, ma Francesca Sofia Novello è stata chiamata solo in qualità di fidanzata di Valentino Rossi. Non è un po' riduttivo?
"Mi sono fatto prendere un po’ dalla curiosità. La Novello l’ho incontrata davvero solo qualche giorno prima. Non c’era un’idea legata solo al fatto che fosse la fidanzata di Valentino, ma volevamo portare una ragazza giovane sul palco dell’Ariston".

Ha inserito anche un personaggio come Achille Lauro. Sapeva dei suoi costumi?
"È stato strepitoso. Lui mi ha detto soltanto: ti farò una sorpresa".

C’è qualcosa che non ha funzionato?
"Forse ho fatto come mia nonna quando le portavo in casa gli amici: cucinava tre primi, tre secondi, tre torte. Per il desiderio di realizzare una cosa che non lasciasse nessuno con l’appetito si è andati un po’ lunghi. Ho esagerato con le porzioni. Forse, più che restare con l’appetito, hanno dovuto prendere il Gaviscon di Fiorello".

Per l’anno prossimo possiamo aspettarci un Amadeus II?
"Non ci sto pensando. Il cervello è in modalità recupero".