Junior Cally e Amadeus (Ansa)
Junior Cally e Amadeus (Ansa)

Roma, 17 gennaio 2020 - Se il buongiorno si vede dal mattino, l'edizione numero 70 di Sanremo si preannuncia decisamente come una delle più polemiche degli ultimi anni pur non essendo ancora iniziata. Nell'occhio del ciclone resta il conduttore e direttore artistico Amedeus, che oggi è stato difeso dal neo direttore di Rai1 per le frasi ritenute sessiste dette durante la conferenza stampa. "Pur avendolo appena conosciuto, difendo Amadeus, una persona specchiata e perbene. Credo che la Rai abbia dimostrato in tante espressioni di dedicare spazio alle donne", dice infatti Stefano Coletta mentre su change.org è partita una petizione per chiedere che il presentatore venga rimosso. Lo stesso Amadeus è tornato sull'argomento, spiegando che al festival "si parlerà molto di donne e lo farò a prescindere da quello che sta succedendo". "Se poi mi si vuol far passare per quello che non sono, io non lo accetto", ha aggiunto a margine degli ascolti riservati agli addetti ai lavori dei brani in gara. 

E proprio le canzoni potrebbero aprire un nuovo fronte di polemiche. Il criterio nello sceglierle "è dato dalle mie emozioni" e le 24 che sono entrati in gara sono "la mia playlist" ideale, ha assicurato il direttore artistico della kermesse canora. A chi poi gli chiedeva come mai ci siano poche donne in gara, Amedeus ha risposto: "Ci sono 7 donne: in passato ce ne sono state a volte 4, a volte 5, a volte 9 o 8. Non ho fatto una selezione pensando che ci devono essere per forza 15 o 3 donne, ma solo alla fine ho contato quante erano, così come ho contato quanti gruppi e quanti under oppure over 40. Forse sarebbe stato più facile agire così, ma per me questo non è fare Sanremo".

E a proposito dei brani, che saranno presentati sul palco dell'Ariston per la prima volta martedì 4 febbraio, occhi puntati su quello politico del cantante hip hop Junior Cally. Il suo 'No grazie' cita "il razzista che pensa al Paese ma è meglio il Mojito" e "il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito". Temi sociali anche per Rancore (alias Tarek Iurchich), con il suo 'Eden' dedicato all'ambiente e vicino alla lotta dei 'Fridays for Future', e Levante, che in 'Tikibombom' racconta storie di diversità e inclusione. Diventa 'Rosso di rabbia' invece Anastasio, giovane autore napoletano e vincitore di X Factor, che si immedesima in un terrorista che ha fallito un attentato e canta: "Come ti senti? Disinnescato»

Nelle altre canzoni dominano le dediche a madri (Giordana Angi), figli (Paolo Jannacci con 'Voglio parlarti adesso'), nipoti (il neo nonno Piero Pelù). Alla voce dediche si riaccoda anche 'Baciami adesso' di Enrico Nigiotti. Non manca l'amore cantato attraverso il pop lirico da Alberto Urso, il rock da Achille Lauro (con 'Me ne frego'), in chiave indie da Diodato, riflessiva da un Francesco Gabbani normalizzato e pure da Riki, che lo declina per gli adolescenti. Molto sanremesi i pezzi di Tosca ('Ho amato tutto') e Marco Masini ('In confronto'). Grintosa Elodie, che si è affidata alla penna del vincitore dello scorso anno Alessandro Mahmoud che ha scritto per lei 'Andromeda'.

Si prepara ad una alta rotazione radiofonica Elettra Lamborghini con la sua 'Musica (e il resto scompare)', un raggaeton in cui si lamenta di essersi ''innamorata di un atro cabron". Il rock di Vasco Rossi (che ha scritto il pezzo) arriva forte con la voce di Irene Grandi in 'Finalmente io' (''da sempre arrabbiata da sempre sbagliata e ancora così''). Sembra risentire delle complicazioni sentimentali del frontman Francesco Sarcina il brano de Le Vibrazioni 'Dov'è', una ballad che si chiede ''dov'è la gioia?'' e dichiara: ''Ho una clessidra ferma al posto del cuore''.
Si muovono tra indie rock, dance e ironia i Pinguini Tattici Nucleari con 'Ringo Starr' (''In un mondo di John e di Paul io sono Ringo Starr''): "Gli amici orai si sposano alla mia età e io mi incazzo/se non indovino all'Eredità", canta la band. Un riferimento al programma di Rai 1 sul quale ha scerzato lo stesso Amadeus: "Meno male che non lo conduco più io, sennò sai le polemiche".

Biografica la canzone di Rita Pavone, 'Niente (resilienza 74)', scritta dal figlio Giorgio Merk, che si muove energica tra elettropop e ballata rock. E dichiara fin dall'incipit: "Niente, qui non succede niente/E intanto il tempo passa e se ne va/Meglio cadere sopra un'isola o un reality che qualche stronzo voterà". Poi ci sono Bugo e Morgan con 'Sincero', un elettropop fuori dagli schemi che ricorda Battiato. Infine Raphael Gaulazzi si cimenta in 'Carioca' in un brano dal sapore latino come tradisce il titolo.