San Valentino, baci con mascherina ai tempi del Covid (Ansa)
San Valentino, baci con mascherina ai tempi del Covid (Ansa)

San Valentino al tempo del covid, ovvero come festeggiare la festa degli innamorati senza trasgredire alle regole anti-epidemia. Niente cene al ristorante? Facciamo di necessità virtù, e festeggiamo in casa, magari approfittando delle “Love delivery box” che molti ristoranti propongono, se proprio siamo negate/i ai fornelli. Se invece abbiamo voglia di cimentarci in qualcosa di originale, possiamo unire il piacere del cibo a quello del viaggiare, ovvero ideando un menù che tragga ispirazione dai piatti tipici di alcuni Paesi, vicini o lontani, per andare lontano con la fantasia, non potendo farlo fisicamente almeno per ora.

Importante precisare che per queste preparazioni possiamo utilizzare ingredienti made in Italy: certamente saranno piatti un po’ “addomesticati” rispetto agli originali, ma così facendo ci semplificheremo la vita e avremo sapori esotici sì ma non troppo.

Lettere d'amore dal Nord

Questo ideale viaggio d’amore nel mondo partirà dal Nord dell’Europa, dalla Danimarca, che si distingue per l’originalità a San Valentino. Qui infatti per l’occasione gli uomini scrivono alla donna del cuore le “gaekkebrev”, poesie d’amore umoristiche, firmate solo con una serie di puntini che corrispondono alle lettere del loro nome. Se la destinataria indovina il mittente, riceverà a Pasqua un uovo. Ma anche le donne per San Valentino possono chiedere ufficialmente la mano dell’innamorato, secondo una tradizione medioevale instaurata dalla regina scozzese Margareta. All’epoca, in caso di rifiuto la ragazza doveva ricevere come risarcimento 12 paia di guanti di seta.

L'antipasto danese

Cominciamo dunque con un antipasto tanto semplice quanto appetitoso, che avrà la sua base nello Smørrebrød, il tipico pane danese di segale imburrato (infatti il termine deriva da burro, smör, e pane, bröd) e guarnito con carne, pesce, salumi, salse. Un classico è servirlo con aringa affumicata ed erba cipollina, ma il gusto può essere un po’ forte per un antipasto. Possiamo però decorare le fette di pane con qualcosa dal gusto più soft, ad esempio una fetta di salmone affumicato con salsa all’aneto e fettine di mela e di finocchio. E se vogliamo andare sul prodotto tutto italiano, la trota salmonata affumicata è ottima sul pane imburrato, con una guarnizione di panna acida, una fettina di cetriolo e una di limone.
Per una variante vegetariana, sul pane si possono adagiare fette di patate lessate, cipolle, barbabietole ed altri ortaggi, conditi con maionese.
Per completare un antipasto che viene dal nord, ci si può spostare idealmente in Russia per spalmare un po’di caviale sulle nostre tartine. Uno sfizio proibitivo e non a chilometro 0? Vero, ma teniamo presente che anche in Italia si produce un ottimo caviale, certo non economicissimo come le uova di lompo facili da reperite (e buone), ma made in Italy.

Un primo afrodisiaco

Per il primo, restiamo in Italia perché a questo proposito non ci batte nessuno, né per quantità di proposte né per qualità, E prepariamo un risotto allo zafferano. Perché è afrodisiaco? Sì, ma non solo. L’uso di questa spezia in cucina deriva dall’utilizzo che si faceva, fin dai tempi degli antichi romani, dell’oro per decorare le portate. Oro e argento in piccolissime quantità infatti sono commestibili. Si dice anche, in un documento dell’epoca conservato a Lugano, che Leonardo da Vinci, maestro di cerimonia per le nozze fra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona, ordinasse di servire un vitello ricoperto di lamine d’argento e un agnello rivestito di scaglie d’oro. Il più economico – per quanto costoso- zafferano prese poi il posto del prezioso metallo, che in tavola fu usato sempre meno. Anche qui c’è una storia risalente al 1574 (scritta in un documento trovato alla Biblioteca Trivulziana) che vuole sia stato un giovane aiutante di Maestro Valerio di Fiandra, impegnato nei lavori del Duomo di Milano, ad inaugurare quell’usanza. Il ragazzo, soprannominato Zafferano perché aggiungeva appunto lo zafferano ai colori per ravvivarli, in occasione dellìe nozze della figlia del Maestro, per fare uno scherzo aggiunse al risotto un po’ di zafferano. E con meraviglia del giovane, fu subito un trionfo. Di oro nel riso non si parlò più per un pezzo, anche se il connubio fu riportato in uso nel 1981 da Gualtiero Marchesi che fece scalpore con il suo risotto oro e zafferano.

Quindi un classico risotto “giallo“ sarà perfetto per San Valentino, e anche in questo caso possiamo acquistare zafferano made in Italy.

Il secondo alla vaniglia

Il secondo dalle Mauritius Per il secondo viaggiamo lontano, andiamo a Mauritius, l’isola da sogno che è anche la patria della vaniglia, la spezia dell’amore. E’ infatti detta così sia perché le si attribuiscono poteri afrodisiaci, che perché è tanto preziosa che un tempo faceva parte della dote delle ragazze benestanti (se ben conservato, il baccello di vaniglia dura a lungo). Si pensa che la vaniglia sia adatta per i dolci, ed è vero, ma non solo: in questa isola dove l’influenza da India, Cina, Africa e Francia si ritrova anche in tavola, un piatto tipico è il vanilla chicken, il pollo alla vaniglia. Semplicissimo da preparare, si tratta di un pollo al forno, tagliato a pezzi, aromatizzato con un po’di aglio, rosmarino e salvia e con un baccello di vaniglia tagliato per il lungo, che alla fine si toglierà. Ci sta bene anche un po’di coriandolo fresco, ma non a tutti piace. Per una versione ancora più semplice, tagliare un petto di pollo a tocchetti, infarinarli e rosolarli in un tegame con olio evo e gli aromi di cui sopra, vaniglia compresa. Un contorno di riso bianco ne accentua il gusto esotico, ma anche verdure alla griglia un’insalata sono un egregio accompagnamento.

Cioccolato giapponese

Infine, conclusione della cena alla giapponese. Che non implica un piatto complicato, ma ottimo cioccolato. Ma attenzione, bisogna rispettare un rituale, infatti per San Valentino sono le ragazze che offrono all’amato del cioccolato, scuro e di ottima qualità, possibilmente fatti a mano. Ma anche ad amici e colleghi vengono regalati cioccolatini, anche se di minor pregio. Il destinatario dei dolcetti pregiati, poi, se ricambia l’amore, donerà alla giovane, il 14 marzo per il white day, un regalino che potrà essere cioccolato bianco, ma anche dolci, pupazzetti, gioielli, con come comune denominatore il colore chiaro, e il dono deve essere di valore superiore rispetto a quello ricevuto. Il vino per la cena? Bollicine italiane anche a tutto pasto, e...buona festa!

 

gloriaciabattoni@gmail.com