29 gen 2022

Romanov e Goethe al Grand Tour dell’Italia

Dal futuro zar (in incognito) allo scrittore: una mostra a Milano celebra i fasti dei viaggiatori tra Sette e Ottocento nel Belpaese

anna mangiarotti
Magazine
“La Famiglia Tolstoj a Venezia“ (1855) di Giulio Carlini, dall’Ermitage, San Pietroburgo, ora a Milano
“La Famiglia Tolstoj a Venezia“ (1855) di Giulio Carlini, dall’Ermitage, San Pietroburgo, ora a Milano
“La Famiglia Tolstoj a Venezia“ (1855) di Giulio Carlini, dall’Ermitage, San Pietroburgo, ora a Milano

di Anna Mangiarotti Grand “touristi”, pochini in passato. Ma se oggi – Covid permettendo – il turismo risulta per giro d’affari la più grande industria del mondo, più di quella delle armi, a incoraggiare il fenomeno sono stati tra fine Seicento e metà Ottocento quei primi protagonisti dell’Occidente cosmopolita. Poterli conoscere, un vero piacere nelle sale loro dedicate della mostra “Grand Tour. Sogno d’Italia da Venezia a Pompei”. Sogno di un Paese unito da esemplare bellezza, arte, ambiente, memoria del passato, gioia di vivere. Un incantesimo. Percepito da viaggiatori entusiasti alla vista di antiche rovine, o persino di rugose zingare caravaggesche profetesse de bonne aventure. Sogno ricreato alle Gallerie d’Italia-Piazza Scala, museo di Intesa Sanpaolo a Milano (fino al 27 marzo), accarezzando anche la Sicilia. L’isola degli sposi Venere e Vulcano, che vi tiene l’officina, si erge dal mito nell’abbagliante acquerello del giacobino Ducros: Temporale notturno a Cefalù. Sole rosso dietro nuvole cupe, fulmine, incendio, mare in tempesta, 1800 circa. Andarci era diventato consigliabile solo dal 1786, con l’istituzione dei “pacchebotti” (da packet-boat) sulla rotta Napoli-Palermo: battelli armati contro gli attacchi dei pirati nordafricani. Grazie al servizio, l’anno successivo arriva Johann Wolfgang von Goethe. E proclama: "L’Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. In Sicilia, la chiave di tutto". L’Italienische Reise del grande letterato tedesco e il romanzo Corinne ou l’Italie, tour della poetessa Corinna e di un aristocratico scozzese nella penisola, successo planetario di Madame de Staël, sono gli incomparabili documenti del Grande Viaggio. Da Goethe intrapreso a 37 anni. Ma nell’immenso ritratto in mostra lo vediamo ultrasettantenne. Alle spalle il golfo di Napoli, taccuino e penna in mano. Sta in piedi sulla collina di Posillipo dove la presunta tomba di Virgilio lo avrebbe fatto riflettere sulla morte. Così lo vuole rappresentare Heinrich Christoph Kolbe. "No comment", il verdetto ...

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