Antisemitismo, il peccato di Roald Dahl
Antisemitismo, il peccato di Roald Dahl

La famiglia dello scrittore gallese Roald Dahl (1916-1990) si è scusata per l'antisemitismo di quest'ultimo: l'ha fatto attraverso un breve comunicato postato all'interno del sito ufficiale dell'autore di libri per bambini come 'La fabbrica di cioccolato', 'Il GGG', 'Matilde' e 'James e la pesca gigante'.
 

Roald Dahl antisemita

Quando si parla dell'antisemitismo di Roald Dahl, si fa spesso riferimento a un'intervista concessa nel 1983 al New Statesman nella quale il romanziere disse: "Nel carattere ebraico c'è un tratto che provoca animosità, forse è una sorta di mancanza di generosità nei confronti di coloro che non sono ebrei. Voglio dire, c'è sempre un motivo per cui l'anti-qualcosa emerge ovunque. Anche una carogna come Hitler non si è limitato a prendersela con loro senza motivo".
Qualche anno più tardi, nel 1990, lo scrittore scrisse un articolo per l'Independent nel quale affermava: "Sono certamente anti israeliano e sono diventato antisemita come risposta al fatto che ci sono ebrei in altri paesi, come ad esempio l'Inghilterra, che sostengono a spada tratta il sionismo. Penso che invece dovrebbero distinguere i due aspetti della questione. È la stessa vecchia storia: sappiamo tutti degli ebrei e tutto quanto. Non esistono editori non ebrei da nessuna parte, controllano i media - mossa molto intelligente - ed ecco perché il presidente degli Stati Uniti deve vendere tutta questa roba a Israele".
 

Le scuse della famiglia

Il messaggio pubblicato dalla famiglia di Roald Dahl porta un titolo che non lascia adito a dubbi: "Scuse per i commenti antisemiti fatti da Roald Dahl". Vi si legge quanto segue: "La famiglia Dahl e la Roald Dahl Story Company si scusano dal profondo del cuore per il comprensibile e duraturo dolore causato da alcune dichiarazioni di Roald Dahl. Quelle frasi piene di pregiudizio sono per noi incomprensibili e sono in netto contrasto con l'uomo che conoscevamo e con i valori al centro delle sue storie, che hanno avuto un impatto positivo su intere generazioni di giovani. Ci auguriamo che, proprio come ha fatto esprimendosi al suo meglio, anche quando ha dato il peggio di sé Roald Dahl possa aiutarci a ricordare l'impatto duraturo che hanno le parole".

L'osservazione finale è indubbiamente sottoscrivibile. Molti osservatori notano però che le scuse della famiglia sono state inserite in una pagina secondaria del sito ufficiale di Roald Dahl, non sono state inviate a organizzazioni ebraiche e che l'antisemitismo non è nominato nella biografia ufficiale dell'autore. Come se permanesse un serio imbarazzo intorno alla questione.