di Giovanni Bogani È morto ieri a Roma, dopo una lunga malattia, a 77 anni Peter Del Monte. Regista di rara sensibilità, capace di disegnare splendidi ritratti di donna. Ha diretto con grande maestria Valeria Golino, Asia Argento, Kasja Smutniak, Laura Morante, Olimpia Carlisi. Negli ultimi vent’anni aveva firmato soltanto...

di Giovanni Bogani

È morto ieri a Roma, dopo una lunga malattia, a 77 anni Peter Del Monte. Regista di rara sensibilità, capace di disegnare splendidi ritratti di donna. Ha diretto con grande maestria Valeria Golino, Asia Argento, Kasja Smutniak, Laura Morante, Olimpia Carlisi. Negli ultimi vent’anni aveva firmato soltanto due film, Nelle tue mani e Nessuno mi pettina bene come il vento con la Morante. Del Monte ha raccontato, nei suoi film, il viaggio, le insoddisfazioni della vita, le passioni improvvise. Il rinnovamento del cinema italiano degli anni ’70 e ’80 è passato anche da lui, dal suo stile. Era nato a San Francisco nel 1943: si era laureato a Roma, e aveva frequentato il Centro sperimentale di cinematografia, negli anni della direzione di Roberto Rossellini: "Si può fare cinema anche con un giornale arrotolato, immaginando le inquadrature", era una frase di Rossellini che Del Monte amava citare. Nel ’75 esordisce con Irene Irene, nell’80 dirige L’altra donna (Premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia), nell’81 Piso pisello, con Alessandro Haber. Con Valeria Golino, sua compagna negli anni ’80, gira Piccoli fuochi (’85, Nastro d’argento per il soggetto) e Tracce di vita amorosa. Coraggioso, Del Monte è stato il primo al mondo a girare un film tutto in digitale, Giulia e Giulia, con Kathleen Turner e Sting, ’87.

Nel ’96 firma Compagna di viaggio, storia di un rapporto intenso e disturbato fra Asia Argento e Michel Piccoli; nel ’98 vince ad Annecy con La ballata del lavavetri, con Kim Rossi Stuart. Torna a lavorare con Valeria Golino in Controvento nel 2001. Lascia la compagna Marina e la figlia Emilia.