Foto: Universal Pictures
Foto: Universal Pictures

'Ritorno al futuro' (1985) è considerato uno dei migliori film usciti negli anni Ottanta, ottimo esempio di cinema che unisce intrattenimento e qualità. Proprio di recente è tornato al centro dell'attenzione, quando alcuni pezzi grossi di Hollywood – James Gunn e Chris Pratt – hanno cominciato a discutere via social di quali fossero le caratteristiche di un film perfetto e, contestualmente, di un supposto buco di sceneggiatura che eliminerebbe dalla lista dei perfetti 'Ritorno al futuro'. È stato Bob Gale, co-sceneggiatore del film insieme al regista Robert Zemeckis, a risolvere la questione, spiegando che in realtà ogni cosa ha un senso e fila liscia come l'olio.
 

C'è un buco di sceneggiatura?

Tutto è cominciato con un trend di Twitter dedicato a suggerire i cinque film da (ri)guardare durante il lockdown per contenere la pandemia da Coronavirus. Presto i consigli hanno lasciato strada a un dibattito intorno alle caratteristiche che rendono una pellicola perfetta.

A un certo punto James Gunn, autore dei due 'Guardiani della Galassia', ha argomentato: "Un film perfetto può essere diverso da un film preferito o da un grande film. Un film perfetto è quello che scorre dall'inizio alla fine senza errori, siano essi estetici o strutturali. Non ci sono salti logici". Ha poi aggiunto che 'Ritorno al futuro' "potrebbe sembrare imperfetto (perché mamma e papà non si ricordano di Marty?), ma continuerei a definirlo perfetto perché potrebbero esserci risposte logiche a questa domanda. Oppure non voglio vedere la verità, chi lo sa".

L'attore Chris Pratt ('Guardiani della Galassia', 'Jurassic World') ha risposto così: "Forse si ricordano di lui come Calvin, non come Marty. Quando Marty torna nel 1985, potrebbero essere trascorsi anni da quando i genitori hanno magari notato la strana somiglianza tra loro figlio e quel ragazzo delle superiori incontrato vent'anni prima".
 




'Ritorno al futuro' è un film perfetto

Intervistato sull'argomento dall'Hollywood Reporter, lo sceneggiatore Bob Gale ha sostanzialmente dato ragione a Chris Pratt: "Dobbiamo tenere a mente che George e Lorraine incontrano Marty/Calvin per sei giorni quando hanno diciassette anni e non lo vedono nemmeno ognuno di questi sei giorni. Dunque, molti anni dopo potrebbero ancora ricordarsi di quel tipo interessante che era presente al loro primo appuntamento. Ma chiedo a tutti di ripensare ai propri giorni al liceo: quanto bene ricordate un ragazzo o una ragazza che avete incontrato, non per sei giorni, ma per sei mesi? Anche in presenza di una fotografia, probabilmente ne avreste solo un ricordo nebuloso".

Dunque, ecco la conclusione: "Lorraine e George potrebbero pensare che è curioso avere incontrato una volta un tipo di nome Calvin Klein, e magari potrebbero anche avere notato una certa somiglianza tra lui e loro figlio, ma non sarebbe una gran cosa. Probabilmente molti di noi potrebbero riguardare le foto dei proprio anni al liceo e trovare alcuni compagni di classe che somigliano vagamente ai nostri figli adolescenti".

Bob Gale non lo dice esplicitamente, ma la sua argomentazione ha una logica conseguenza: in base ai parametri di James Gunn, 'Ritorno al futuro' è un film perfetto.

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