Un albero (Foto selimaksan/iStock)
Un albero (Foto selimaksan/iStock)

Cambridge, 15 maggio 2019 - E se piantare sempre più alberi non fosse un modo efficace per contrastare il riscaldamento globale? Una ricerca dell’Università di Cambridge ha raggiunto delle conclusioni che (in caso di conferme su altre specie di piante) potrebbero in parte smentire questa convinzione: a causa del global warming, gli alberi tendono a crescere più velocemente e a morire prima, riducendo quindi la quantità di carbonio che riescono ad assorbire.

UN CICLO DI VITA PIÙ BREVE - Gli esperti hanno studiato gli anelli delle cortecce di 1800 pini spagnoli e larici siberiani, scoprendo che gli alberi più longevi erano quelli caratterizzati dai tassi di crescita più lenti. “Se un albero cresce più rapidamente nella sua fase iniziale, ci sono molte più probabilità che muoia giovane”, ha spiegato Ulf Buntgen, leader dello studio. Gli esperti hanno notato che, per via degli attuali livelli di CO2, le piante analizzate hanno raggiunto più rapidamente la fase finale del processo di crescita. Ma non si tratta di una buona notizia, perché allo stesso tempo tendono anche ad avere un ciclo di vita molto breve.

MENO CARBONIO CATTURATO, MENO BENEFICI AMBIENTALI - Quando gli alberi muoiono, la loro capacità di assorbire carbonio (e di fare bene all’ambiente) si annulla. E considerando che (alla luce dello studio) ci sono sempre meno piante in grado di vivere a lungo, potrebbe essere rivalutata l’efficacia, a livello di benefici sul clima, del metodo di piantare più alberi possibile, anche perché spesso vengono utilizzate le specie che crescono più rapidamente. La ricerca, inoltre, dovrebbe stimolare gli scienziati a studiare con una consapevolezza diversa le dinamiche del ciclo del carbonio, all’interno del quale gli alberi svolgono un ruolo chiave. “Per combattere il riscaldamento globale non bisogna smettere di piantare alberi, ma bisogna mettere in conto i seguenti fattori: in primo luogo, il carbonio immagazzinato dagli alberi potrebbe non rimanere lì per molto tempo; in secondo luogo, i pini, i pioppi e i larici potrebbero non essere le specie più adatte da usare”, ha detto Buntgen.