Foto: cinoby/iStock
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L'emissione di anidride carbonica e di altri gas serra ha modificato il clima della Terra in modo talmente profondo che potremmo essere vicini a un effetto domino capace di innalzare le temperature globali più di quanto previsto. Lo sostiene una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

L'EFFETTO DOMINO

La questione sollevata dagli scienziati è che il surriscaldamento globale potrebbe nel prossimo futuro aumentare a un ritmo maggiore di quanto preventivato. Il motivo è legato a una serie di "punti di rottura" all'interno delle aree climatiche. Con le parole di Johan Rockstrom, coautore della ricerca e direttore dello Stockholm Resilience Centre: "Una volta che uno di questi punti di rottura è sollecitato in modo eccessivo, finisce con il sollecitare anche gli altri e sarebbe davvero difficile, se non impossibile, fermare questo effetto domino. Alcuni luoghi del nostro pianeta diventerebbero inabitabili".

LE CONSEGUENZE DELL'EFFETTO DOMINO
I ricercatori ipotizzano che potremmo raggiungere temperature medie di quattro o cinque gradi superiori al periodo preindustriale, un fenomeno che i ricercatori hanno chiamato "Terra serra". Per comprenderne la portata, teniamo conto che gli Accordi di Parigi prevedono di contenere l'innalzamento entro i due gradi. Se davvero sforassimo di oltre il doppio, allora potremmo assistere a un innalzamento di mari e oceani compreso fra i dieci e i sessanta metri.

POCHI GRADI FANNO LA DIFFERENZA
Non facciamoci ingannare dalla nostra vita quotidiana, che ci fa sperimentare sbalzi di temperatura ben più grandi di pochi gradi. Se parliamo di temperature medie globali, infatti, cambiamenti minimi producono effetti enormi. Per esempio, è stato calcolato che l'ultima volta che abbiamo registrato temperature di quattro gradi inferiori alla media preindustriale, gran parte del Nord America era ricoperta di ghiaccio ed eravamo in piena era glaciale.

POSSIAMO INTERVENIRE?
Gli scienziati ritengono che l'attuale surriscaldamento è dovuto in larghissima parte all'azione dell'uomo e che spetti ad esso porvi rimedio. C'è però il timore che ormai la situazione sia compromessa. Lo dice Hans Joachim Schellnhuber, coautore dello studio e direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research: "Ciò che ancora non sappiamo è se il sistema climatico possa essere 'parcheggiato' intorno ai due gradi sopra il livello preindustriale. Oppure se, una volta spinto così lontano, inizierà a scivolare verso un ulteriore riscaldamento e verso la Terra serra".

COSA FARE
Proprio l'incertezza sulla nostra capacità di controllare il clima spinge i firmatari della ricerca ad auspicare un rapido e deciso cambio di rotta. Si tratta, dice Will Steffen dell'Australian National University, di "reindirizzare l'azione dell'uomo dallo sfruttamento alla gestione del sistema terrestre". E questo significa non limitarsi a tagliare le emissioni, ma anche piantare nuove foreste, ampliare quelle esistenti, gestire la biodiversità e persino creare tecnologie che riducano l'anidride carbonica nell'atmosfera.

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