di Olga Mugaini Al centro c’è lui, il David, che guarda dritto negli occhi i visitatori dell’Expo. Ma per chi entrerà nel Padiglione Italia, l’incontro con il clone del capolavoro di Michelangelo, realizzato in scala 1 a 1, per la prima volta con fotocopiatrice in 3D, sarà il punto di arrivo, sintesi di un percorso che dalla “memoria“ del Belpaese, procede verso il presente, per mostrare al mondo capacità, eccellenze e creatività del nostro contemporaneo. Il fratello gemello del gigante scolpito dal Buonarroti ai primi del Cinquecento, è in viaggio verso Dubai, dove dal 1° ottobre al 31 marzo 2022 si terrà l’Expo degli Emirati Arabi. Ma prima ancora di sbarcare in terra d’Arabia, questo sosia...

di Olga Mugaini

Al centro c’è lui, il David, che guarda dritto negli occhi i visitatori dell’Expo. Ma per chi entrerà nel Padiglione Italia, l’incontro con il clone del capolavoro di Michelangelo, realizzato in scala 1 a 1, per la prima volta con fotocopiatrice in 3D, sarà il punto di arrivo, sintesi di un percorso che dalla “memoria“ del Belpaese, procede verso il presente, per mostrare al mondo capacità, eccellenze e creatività del nostro contemporaneo.

Il fratello gemello del gigante scolpito dal Buonarroti ai primi del Cinquecento, è in viaggio verso Dubai, dove dal 1° ottobre al 31 marzo 2022 si terrà l’Expo degli Emirati Arabi. Ma prima ancora di sbarcare in terra d’Arabia, questo sosia dell’originale alla Galleria dell’Accademia di Firenze fa già discutere.

Qual è il senso dell’operazione? Sfruttare l’illustre passato per accattivarci le simpatie nel presente? Il progetto è assai più complesso e a spiegarlo è Davide Rampello, ideatore e direttore artistico del Padiglione Italia.

Professor Rampello, perché scomodare il David?

"Perché vogliamo raccontare l’Italia di oggi, partendo dalla sua memoria. Oltre al David ci sarà ad esempio un’installazione che ho chiamato Belvedere, un luogo dove appunto su può ammirare il bello. Questa parola è importante quanto il David, perché viene dalla stessa cultura: anch’essa nasce nell’Umanesimo toscano-fiorentino. E tutto il mondo la usa, senza tradurla".

Com’è questa installazione?

"È una struttura circolare con un’architettura alta 8 metri e 12 di diametro, tutta realizza con muri a secco, che l’Unesco ha riconosciuto essere elementi patrimonio dell’umanità. E l’Italia vanta la più grande varietà di muri a secco, dal Friuli alla Sicilia, se pur costruiti con pietre e tecniche diverse. All’interno Gabriele Salvatores illustrerà i paesaggi italiani, con la tecnica di ripresa a 360 gradi. Su un enorme schermo racconterà poi il saper fare italiano, le eccellenze".

Quali saranno i settori protagonisti?

"Moltissimi. Nel padiglione ci sarà l’Innovation Space per l’innovazione scientifica e tecnologica. E un grande giardino-orto, pensato col Cnr, dedicato alle colture italiane, dalle vigne agli agrumeti, alle piante contro la desertificazione fatto. Per proseguire poi verso l’installazione chiave, che ritengo fondante".

Ossia, di cosa si tratta?

"Del teatro della memoria. Perché è proprio la memoria ciò che l’uomo sta perdendo e che appartiene all’economia dei sentimenti. La memoria è la madre delle Muse: questo vuol dire che senza di essa non esiste né scienza né arte. Ecco, dentro questo teatro abbiamo messo la copia digitale del David, che diventa testimone di valori artistici, religiosi, civici. Non a caso è simbolo del giovane intrepido che uccide il gigante violento e arrogante . E per come è posizionato nel padiglione, guarderà dritto in faccia chi entra".

Ma insomma, che Italia proporremo al mondo?

"L’Italia della sua memoria e della sua contemporaneità. Che scommette sulla sua genialità e creatività, sul suo saper fare nell’agroalimentare, moda, design, meccanica, ricerca, nella scienza e nella tecnologia".

Del resto siamo eredi di Michelangelo ma anche di Leonardo

"Sì ma anche di Galileo, Volta, Marconi, Meucci... E con la copia del David in forma digitale lasciamo un patrimonio scientifico importantissimo, perché aver scannerizzato la scultura in 3D, vuol dire dare agli specialisti uno strumento di indagine avanzatissimo. E anche questo fa parte del percorso narrativo che abbiamo inventato, per suscitare emozioni e meraviglia".