Dettaglio del poster - Foto: Gravier Productions/Mediapro/Wildside
Dettaglio del poster - Foto: Gravier Productions/Mediapro/Wildside

Roma, 3 maggio 2021 - Dopo avere avuto problemi di distribuzione a causa della pandemia di Coronavirus, giovedì 6 maggio esce al cinema 'Rifkin's Festival', ultimo film del regista e sceneggiatore Woody Allen. La critica internazionale ne ha parlato senza troppi entusiasmi, mentre quella italiana è stata mediamente più generosa.

Rifkin's Festival, tutto sul film di Woody Allen

La trama è ambientata nel corso del Festival cinematografico di San Sebastian, dove giunge una coppia in crisi da tempo: lui, che si chiama Mort Rifkin, è un ex professore di cinema che sta provando a scrivere un romanzo, lei è un'addetta stampa specializzata in eventi cinematografici. L'occasione mondana e cinefila farà detonare la relazione fra i due, complici un regista francese vanesio e una cardiologa appassionata della settima arte.

Ormai sappiamo che Woody Allen realizza un film l'anno, a meno che eventi esterni non gli mettano i bastoni tra le ruote: una prolificità che ha portato alla sedimentazione di uno stile e di temi riconoscibili a prima vista, anche per merito di alcune frequenti collaborazioni. Per esempio quella con la montatrice Alisa Lepselter, al 21° film con Allen, oppure quella con il direttore della fotografia Vittorio Storaro, che prima di 'Rifkin's Festival' ha curato le luci dei recenti 'Café Society', 'La ruota delle meraviglie' e 'Un giorno di pioggia a New York'.

Nel caso di 'Rifkin's Festival' Woody Allen ha potuto contare su un cast meno stellare del solito, perché coinvolto, in realtà senza ragione, nella polemica legata al MeToo. Ciononostante gli interpreti non sono di ultima fascia: abbiamo fra gli altri Wallace Shawn ('La storia fantastica'), Louis Garrel ('Piccole donne'), Gina Gershon ('Showgirls'), Elena Anaya ('Wonder Woman') e Sergi López ('Il labirinto del fauno'). Il volto più famoso è però quello di Christoph Waltz, che compare nel ruolo della Morte: l'abbiamo visto in 'Bastardi senza gloria', 'Django Unchained' e 'Carnage'.



Il trailer

Il parere della critica, le recensioni

In generale 'Rifkin's Festival' è stato recensito in modo simile ai film più recenti di Woody Allen: gli si riconosce cioè una grande abilità di sceneggiatore, ma lo si critica per la ripetitività delle trame e dei temi messi in campo. Cosa quest'ultima che non sarebbe un problema in sé, visto che accadeva anche in precedenza: solo che in altri tempi Allen riusciva a mettere in campo una forza drammaturgica maggiore, mentre ultimamente appare maggiormente adagiato su dei cliché. La critica che ha recensito 'Rifkin's Festival' in modi più positivi l'ha fatto soprattutto con il gusto di chi ritrova un vecchio amico e ha piacere di farsi aggiornare, in maniera brillante, sulle sue passioni e ossessioni.

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