Driver (37 anni) con Marion Cotillard
Driver (37 anni) con Marion Cotillard
In molti sono convinti che questa sia l’interpretazione più possente, più sconvolgente della sua carriera. E in effetti Adam Driver, in Annette di Léos Carax, sa essere inquietante, provocatorio, minaccioso, disperato, sconfitto, divorato dall’abisso interiore; ma anche vitale, fisico, sexy. Fa paura e fa tenerezza. Tecnicamente, poi, dà vita a una prova mostruosa: si muove su e giù per il palco, con un accappatoio addosso è una via di mezzo fra King Kong e Toro scatenato, e canta. Canta, in voce naturale e in...

In molti sono convinti che questa sia l’interpretazione più possente, più sconvolgente della sua carriera. E in effetti Adam Driver, in Annette di Léos Carax, sa essere inquietante, provocatorio, minaccioso, disperato, sconfitto, divorato dall’abisso interiore; ma anche vitale, fisico, sexy. Fa paura e fa tenerezza. Tecnicamente, poi, dà vita a una prova mostruosa: si muove su e giù per il palco, con un accappatoio addosso è una via di mezzo fra King Kong e Toro scatenato, e canta. Canta, in voce naturale e in falsetto, per quasi tutta la sua performance.

Ma Adam Driver, Annette non lo ha visto. E non lo vedrà. Non riesce a guardarsi, nei film che interpreta. E ormai sono dieci anni che sfugge a ogni proiezione dei film che lo vedono protagonista. Tutto nasce nel 2011: Adam Driver aveva fatto appena qualche piccolo ruolo, quando ne interpreta uno importante in Girls, la serie versione modernizzata di Sex and the City. La regista gli mostra una scena: "E io mi vidi nudo, in pieno atto sessuale: mi sono detto che non avrei più avuto la forza di rivedermi su uno schermo". È stato di parola. Costretto a rivedersi solo in Star Wars, VII: il risveglio della forza, in cui interpretava il figlio di Han Solo e della principessa Leila. Per il resto, Driver sparisce. Non è presente sui social: e nel momento della proiezione di Annette, si è rifugiato in un ufficio del Palazzo del cinema, per ritornare a fine proiezione, a ricevere l’applauso.

Con Leos Carax, il regista, si è incontrato in un caffè a Manhatta 7 anni fa. Il regista parlava a voce bassissima, trattenuta. Una cosa che è piaciuta subito a Driver. "Ma in realtà, avevo deciso di dirgli di sì già da prima: avevo visto Gli amanti del Pont Neuf quando ero studente di recitazione alla Juilliard School, a New York, e sapevo che mi sarebbe piaciuto essere plasmato, modellato da questo regista".Un regista che gli ha chiesto di cantare dall’inizio alla fine del film. "Che sapessi cantare o meno, non gli interessava – dice l’attore –. Abbiamo registrato in presa diretta, cosa molto semplice e molto rischiosa, perché si registrano anche tutti gli errori. Ma ho cantato tranquillamente, senza mai pormi il problema della nota giusta…".

Lavora tantissimo, Driver. Ha appena finito le riprese di House of Gucci, il film di Ridley Scott sull’omicidio di Maurizio Gucci – è lui ad interpretarlo. Ed è già ripartito da Cannes, per raggiungere il set del nuovo film che sta girando, White Noise di Noah Baumbach che lo ha diretto anche in Storia di un matrimonio, film per il quale Driver è stato candidato come migliore attore l’anno scorso.

Giovanni Bogani