Era nato un anno fa, con l’unica ambizione di riuscire a fare in qualche modo intrattenimento nonostante le durissime restrizioni imposte dal lockdown. Ma con Top dieci, Carlo Conti aveva incassato uno dei suoi successi più belli, e ora quel programma viene riproposto da venerdì 23 aprile, in prima serata su Raiuno. Non solo, ma potrebbe diventare un ‘classico’ della rete, come Tale e quale show e Ballando con le stelle. Conti, come sarà questa seconda...

Era nato un anno fa, con l’unica ambizione di riuscire a fare in qualche modo intrattenimento nonostante le durissime restrizioni imposte dal lockdown. Ma con Top dieci, Carlo Conti aveva incassato uno dei suoi successi più belli, e ora quel programma viene riproposto da venerdì 23 aprile, in prima serata su Raiuno. Non solo, ma potrebbe diventare un ‘classico’ della rete, come Tale e quale show e Ballando con le stelle.

Conti, come sarà questa seconda edizione?

"Ci saranno sempre due squadre che dovranno indovinare le classifiche, non solo delle canzoni ma anche relative a cinema, moda, consumi e altro, degli ultimi sessanta anni. Un viaggio nella memoria musicale ma anche del costume del nostro Paese. Nella prima puntata una squadra sarà composta da Christian De Sica, Nancy Brilli e Massimo Boldi, l’altra da Loretta Goggi, Paola Minaccioni e Cesare Bocci".

Le novità?

"Quest’anno avremo una vera scenografia, mentre l’anno scorso avevamo dovuto adattare quella che era stata preparata per La Corrida, saltata per il lockdown. Tutte le possibilità in più che ora ci vengono concesse, le sfruttiamo. Così, quando si parlerà di abiti, saranno indossati non da manichini ma dai ragazzi e dalle ragazze del nostro corpo di ballo. E avremo anche diciotto spettatori, non presenti nell’Auditorium Rai del Foro Italico, dove si farà lo spettacolo, ma in uno spazio attiguo e potranno interagire con consigli e suggerimenti".

La messa in onda era prevista il sabato e lo spostamento al venerdì è stato visto come un modo per evitare lo scontro con Amici. Il direttore di Raiuno, Stefano Coletta, ha detto: "Non è una fuga ma un modo di proteggere un nuovo titolo".

E per lei?

"Io non la vivo come una sfida. Nella mia vita professionale mi sono scontrato con chiunque ma a questo punto della mia carriera non ho più l’ansia per i dati d’ascolto. Sono un’unità di misura importante del nostro lavoro ma non l’unica. L’anno scorso con la cerimonia di premiazione dei David di Donatello abbiamo fatto un misero 8%, ma è stata una enorme soddisfazione condurre quella serata, davvero emozionante, da solo nello studio vuoto e tutti i candidati collegati dalle loro case. Per me, ora, è importante altro".

Che cosa?

"Il mio obiettivo è fare un buon prodotto e riuscire a mettere insieme davanti alla tv tutta la famiglia".

Beatrice Bertuccioli