15 mag 2022

Restare qui non è debolezza ma un atto di coraggio

Le vediamo senza futuro nel nostro Paese, e confidiamo che le nuove generazioni prendano il volo verso stati che garantiscono loro lavoro e benessere. Poi capita di ritrovare Vito Teti, stavolta col libro-summa del suo impegno ultraventennale sul tema, La restanza, e non si può non mettere in discussione il proprio sguardo sul futuro. Nato a San Nicola da Crissa, Vibo Valentia, nel 1950, e lì tornato a vivere, già ordinario di Antropologia Culturale a Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria, Teti è uno dei massimi studiosi del suo campo ma soprattutto possiede la straordinaria capacità di rendere – con la sincerità del “memoir“ e la serenità con cui inanella gli approfondimenti storici e letterari – commovente la sua scienza. Dunque, l’etica della Restanza: "riabitare i paesi interni, riabitare la montagna, guardare al centro dalla prospettiva inedita della periferia, mi sembra possa essere una delle vie di salvezza per l’intero sistema-Paese", scrive Teti. Che dimostra che restare non è debolezza, ma coraggio: una volta c’era il sacrificio dell’ emigrante, ora il sacrificio di chi resta. Prima partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo resistere, e accogliere.

cdc

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