Foto: Murray Close/Motion Picture Artwork/STX Financing
Foto: Murray Close/Motion Picture Artwork/STX Financing
Da qualche anno a questa parte la coppia artistica formata dal regista Peter Berg e dall'attore Mark Wahlberg sforna film che fondono patriottismo, muscoli e testosterone: vedi l'esempio di 'Lone Survivor', 'Boston: Caccia all'uomo', 'Deepwater: Inferno sull'oceano' e anche del recentissimo 'Red Zone – 22 Miglia di Fuoco', che arriva nelle sale cinematografiche italiane giovedì 15 novembre. Gli spettatori che amano le missioni eroiche e i soldati tutti d'un pezzo potrebbero gradire, ma bisogna segnalare che la critica statunitense è stata severissima. Procediamo con ordine.

RED ZONE - 22 MIGLIA DI FUOCO, IL FILM
La storia è quella di un agente CIA (Mark Wahlberg) specializzato in missioni segretissime e spesso non legali. La necessità di scongiurare un potenziale attacco agli Stati Uniti, unita all'esigenza di proteggere un agente doppiogiochista straniero, lo spingono ad avviare una complessa operazione sul campo.

Ciò che segue è una corsa contro il tempo, organizzata seguendo i canoni del genere action, aggiungendo un pizzico di thriller e non lesinando sulla violenza esibita.

IL TRAILER IN ITALIANO


UNA DONNA COME SCENEGGIATRICE
La sceneggiatura di 'Red Zone – 22 Miglia di Fuoco' è stata scritta da Lea Carpenter, al suo esordio in questo campo dopo una carriera nel mondo dell'editoria e un romanzo ('Eleven Days', 2013) piuttosto ben accolto. Secondo voci di corridoio, sarebbe già al lavoro sul sequel di 'Red Zone': l'intenzione di Peter Berg e Mark Wahlberg è infatti quella di realizzare una trilogia e apparentemente sarà la Carpenter a scriverla nella sua interezza.

IL PARERE DI CHI L'HA VISTO
Se il pubblico statunitense ha decretato un voto medio di poco superiore alla sufficienza (6,1 su 10), la critica ha invece stroncato 'Red Zone – 22 Miglia di Fuoco', con una media di 34/100. La ragione principale sta nel fatto che le scene d'azione sono meno efficaci di quelle che Peter Berg ha realizzato per 'Lone Survivor'.

Con un'aggravante: in questo caso è stato scritturato l'indonesiano Iko Uwais, star del cinema di arti marziali, ma le sue abilità di combattimento non sono state sfruttate a dovere e le sue scene d'azione sono state montate in maniera confusionaria. Che senso ha, si sono chiesti in molti, scomodare Uwais se poi non lo usi?

Al di là di questo, i novanta minuti di 'Red Zone – 22 Miglia di Fuoco' scorrono relativamente veloci e, se gli spettatori chiuderanno un occhio sulla mala gestione di Iko Uwais, allora di certo non si annoieranno.

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