Inconvenienti della fama. Digitare su Google il nome di Red Canzian accompagnato da quello della sua nuova scommessa, un’opera pop su Casanova, significa imbattersi prima di tutto nei suoi (gloriosi) trascorsi di ’bello’ dei Pooh. Lui ci ride sopra, senza nascondersi che l’impresa è mastodontica, faticosa e ulteriormente complicata dalle troppe difficoltà del momento. "Avevamo pensato di presentare tutto a Venezia nella storica cornice della Fornace Orsoni, davanti al crogiolo dove nascono il vetro e l’oro di San Marco, e invece ci siamo dovuti accontentare di farlo con mezzi di fortuna sul web, ma questa cosa finirà e voglio essere fra i primi a riaprire i teatri", spiega in video Canzian. Il...

Inconvenienti della fama. Digitare su Google il nome di Red Canzian accompagnato da quello della sua nuova scommessa, un’opera pop su Casanova, significa imbattersi prima di tutto nei suoi (gloriosi) trascorsi di ’bello’ dei Pooh. Lui ci ride sopra, senza nascondersi che l’impresa è mastodontica, faticosa e ulteriormente complicata dalle troppe difficoltà del momento. "Avevamo pensato di presentare tutto a Venezia nella storica cornice della Fornace Orsoni, davanti al crogiolo dove nascono il vetro e l’oro di San Marco, e invece ci siamo dovuti accontentare di farlo con mezzi di fortuna sul web, ma questa cosa finirà e voglio essere fra i primi a riaprire i teatri", spiega in video Canzian. Il bassista trevigiano, 69 anni venerdì, non è il solo Pooh all’opera in questo momento, visto che l’ex sodale Dodi Battaglia ha appena pubblicato il singolo One sky con Al Di Meola, mentre la coppia Roby Facchinetti Stefano D’Orazio è al lavoro su un’altra opera pop ispirata a Parsifal. "Questo Casanova è un mio atto d’amore per Venezia, ma anche verso i lavoratori dello spettacolo, visto che ne sto facendo lavorare una ventina, destinati col tempo a diventare sempre di più".

Dove comincia la storia?
"Nel 2018 mi sono portato a Sanremo il libro di Matteo Strukul Giacomo Casanova: La sonata dei cuori infranti. Credo che sia Il terzo o il quarto romanzo sull’avventuriero veneziano che leggo ma, a differenza degli altri, l’ho trovato una sceneggiatura già fatta e finita. Dentro c’è tutto: l’esilio, l’amore, l’amicizia, il sesso, l’intrigo, l’avventura. Così ho chiamato Strukul e ci siamo messi al lavoro, lui mi ha preparato una sinossi a cui ho aggiustato qualcosa e in due anni e mezzo avevamo musica e libretto".

Chi l’ha seguita in quest’avventura?
"Eccetto il regista Emanuele Gamba, che è livornese, e il coreografo Gianluca Falvo, calabrese, il gruppo creativo è veneto, a cominciare dallo scenografo Massimo Checchetto, perché se devi realizzare la forcola di una gondola non puoi cercare altrove. I costumi in denim, anche se dal taglio settecentesco, ce li ha forniti Renzo Rosso".

Un lavoro complesso.
"In scena ci sono nove attoricantanti e 25 performer ma ho scelto di rinunciare all’orchestra perché per registrare la colonna sonora ne userò una di 80 elementi impossibile da portare in tour a costi ragionevoli".

Chi ci vedrebbe nei panni di Casanova?
"Un Paolo Conticini con dieci anni di meno o, perché no, un Johnny Depp un po’ stropicciato. Per la coprotagonista Francesca mi piacerebbe invece la freschezza di una Michielin, ma solo sotto il profilo vocale perché fisicamente me la immagino diversa. Faremo le audizioni al Mas di Milano dal 19 al 21 dicembre per poi compiere a febbraio la scelta del cast definitivo".

Un colpo di teatro?
"Già ai tempi del musical su Pinocchio con i Pooh mi sono reso conto che quando lavoro su ‘commissione’ divento molto più risoluto di quando scrivo canzoni sparse: così per Casanova ho composto musica rock, sinfonica, pop, ma quando il ‘tombeur de femmes’ capitola chiedendosi allora… è questo l’amore? l’orchestra accenna per un attimo Io che non vivo (senza te), celebrato evergreen di un altro veneto doc quale Pino Donaggio".

Ambizioni internazionali ne ha?
"Assolutamente sì. Debutteremo a novembre del 2021, ma già nel giugno successivo vorremmo andare in scena in Piazza San Marco davanti ai più importanti addetti ai lavori europei. Ho scoperto infatti che nel mondo il nome di Giacomo Girolamo Casanova ha un fascino e una popolarità addirittura superiore a quella di Marco Polo".