Emanuele Trevi, nato 57 anni fa a Roma, è l’autore del romanzo “Due vite“
Emanuele Trevi, nato 57 anni fa a Roma, è l’autore del romanzo “Due vite“
di Beatrice Bertuccioli La vittoria ha il sapore dolce di quel liquore giallo. Una bottiglia di Strega stretta in mano, tracannato giusto quel tanto per fare contenti i fotografi e immortalare il momento, come tradizione e sponsor comandano, e la morsa della tensione che finalmente s’allenta. Il 75° Premio Strega, assegnato giovedì sera durante una cerimonia al Museo Etrusco di Villa Giulia e trasmessa in diretta da Raitre, è suo, del romano Emanuele Trevi, 57 anni, e del suo Due vite (Neri Pozza). Questa volta ce l’ha fatta, non ci sono state brutte sorprese dell’ultimo minuto, come successe nove anni fa, per il suo Qualcosa di scritto, quando si vide soffiare la vittoria per soli due voti. Roba da non riprovarci più e invece si è ributtato...

di Beatrice Bertuccioli

La vittoria ha il sapore dolce di quel liquore giallo. Una bottiglia di Strega stretta in mano, tracannato giusto quel tanto per fare contenti i fotografi e immortalare il momento, come tradizione e sponsor comandano, e la morsa della tensione che finalmente s’allenta. Il 75° Premio Strega, assegnato giovedì sera durante una cerimonia al Museo Etrusco di Villa Giulia e trasmessa in diretta da Raitre, è suo, del romano Emanuele Trevi, 57 anni, e del suo Due vite (Neri Pozza).

Questa volta ce l’ha fatta, non ci sono state brutte sorprese dell’ultimo minuto, come successe nove anni fa, per il suo Qualcosa di scritto, quando si vide soffiare la vittoria per soli due voti. Roba da non riprovarci più e invece si è ributtato nella competizione, a prezzo di un tale stress che, come ha confidato, gli è venuto il Fuoco di Sant’Antonio. Ma, tenacemente inseguito, è arrivato il momento dei festeggiamenti. "Dedico il Premio a mia madre che è mancata durante questo periodo infernale della storia umana e che si sarebbe divertita a vedere questa storia in televisione perché amava tutte le gare, da X Factor a Sanremo", ha detto Trevi. E ha aggiunto un’altra dedica: "E lo dedico a un amico, una persona molto familiare al Premio Strega, un grande fotografo, Lorenzo Capellini che mi è stato vicino fino a qualche giorno fa, nel pieno di questa avventura. Ora è in ospedale. Il mio pensiero va a lui, grande amico di Moravia e Parise. Stavamo lavorando insieme a un libro sul Parco dei Daini, a Roma, vicino a Villa Borghese. Spero che sia presto di nuovo in forma per completare questo progetto".

Critico letterario e scrittore, con Due vite Trevi compie un viaggio nella memoria, partendo dal ritrovamento di una vecchia foto che lo ritraeva durante una bella serata insieme a due amici. Quei due amici sono Rocco Carbone e Pia Pera, anche loro scrittori, scomparsi prematuramente: Carbone a 46 anni, nel 2008, in un incidente di moto, a Roma; Pia Pera nel 2016, a 60 anni, per malattia. "Mi interessava vedere questi due miei amici – spiega Trevi – dentro un aspetto di realizzazione artistica e dentro un aspetto precedente di completa incertezza del futuro". Trevi ne ricostruisce la breve esistenza, i differenti caratteri, talenti e passioni. "L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti – afferma Trevi in un brano del libro – è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità".

Non romanzo, non saggio. "Il genere di questo libro? C’è un termine che lo identifica ed è autofiction, perché evidenzia come contenga sia un dato autobiografico, un dato di realtà, sia che la realtà necessita di invenzione al pari della fantasia. Perché la realtà va portata nella lingua scritta, che ha delle sue leggi volte a creare immaginazione nel lettore". Quanto all’ambientazione, precisa, "è Roma, mia fonte perenne di ispirazione, con alcune incursioni a Milano, e il tempo è quello in cui scrivo, in cui ricordo, in cui mi rendo conto quanto mi mancano Rocco e Pia, e gli anni Ottanta, quelli della nostra giovinezza e della nostra amicizia".

Esulta Giuseppe Russo, direttore editoriale di Neri Pozza, una piccola, storica casa editrice che ha sbaragliato la concorrenza dei colossi del settore, a cominciare da Mondadori che era clamorosamente rimasta fuori anche dalla cinquina dei finalisti. "La vittoria di Trevi rappresenta un prestigioso e meritato riconoscimento - i suoi complementi al vincitore - per uno scrittore unico nel panorama della letteratura italiana contemporanea". Non è sfuggita ai social l’originalità di Trevi, ma non riguardo allo stile letterario. Ciò che ha colpito sono state le scarpe indossate dallo scrittore nella serata dello Strega, quelle sneackers gialle e blu della Lidl, divenute mesi fa ambitissimo oggetto di culto.