Franco Nero (79 anni) e Tarantino (58) alla presentazione di Django Unchained (2012)
Franco Nero (79 anni) e Tarantino (58) alla presentazione di Django Unchained (2012)
Si chiama Django & Django il documentario di Steve Della Casa e Luca Rea che raccoglie una preziosa e inedita – e lunghissima – intervista di Quentin Tarantino che parla, gesticola, idolatra, racconta la leggenda di un regista che invece noi italiani abbiamo quasi dimenticato: Sergio Corbucci. Nel docufilm, presentato fuori concorso, il regista di Pulp Fiction e di tanti altri cult degli ultimi trent’anni spiega perché Sergio Corbucci è "il secondo miglior regista...

Si chiama Django & Django il documentario di Steve Della Casa e Luca Rea che raccoglie una preziosa e inedita – e lunghissima – intervista di Quentin Tarantino che parla, gesticola, idolatra, racconta la leggenda di un regista che invece noi italiani abbiamo quasi dimenticato: Sergio Corbucci.

Nel docufilm, presentato fuori concorso, il regista di Pulp Fiction e di tanti altri cult degli ultimi trent’anni spiega perché Sergio Corbucci è "il secondo miglior regista di western italiani".

Secondo, perché il primo è un altro Sergio: Leone, di cognome.

Il titolo del film, Django & Django, viene dal film più famoso di Corbucci, Django, del 1966. A interpretarlo, all’epoca, un giovanissimo Franco Nero. Che ieri era a Venezia.

"Sergio Corbucci mi ha reso popolare in tutto il mondo" dice l’attore. "Ed era una persona di una simpatia unica. Quando arrivava sul set mi domandava: quanti ne ammazziamo oggi? Venti, trenta? E poi iniziavamo le riprese. Corbucci ha dato moltissimo al cinema: e in pochi notano che anche The hateful eight di Tarantino è quasi un remake del Grande silenzio che Corbucci diresse nel 1968".

Un grande dimenticato, Sergio Corbucci. Qui raccontato anche attraverso preziosi materiali d’archivio, rari super8, e impreziosito dalle musiche di Andrea Guerra. Il film è un viaggio nel suo cinema violento e appassionato. Un cinema che però, secondo Tarantino, nascondeva un fortissimo impegno politico.

Dice Tarantino: "È la mia ipotesi, non so se sia quella degli studiosi, ma io ne sono convinto: Sergio Corbucci nei suoi film parlava del fascismo, lo combatteva, lo stigmatizzava. Il fascismo che per lui, nato nel 1927, è stato un condizionamento feroce. Tutti gli eroi negativi dei suoi film hanno tratti riconducibili al fascismo".

Franco Nero ammette di non averci pensato, al momento: "Ero troppo giovane, non riuscivo a capire certi riferimenti. Ma oggi mi dico che sì, è assolutamente vero".

Tarantino si profonde con la sua verve da indemoniato in dettagli, aneddoti sulla vita di Corbucci, citazioni minuziose dei suoi film. Come rivela il regista Steve Della Casa, sta preparando un libro su di lui: "Insieme a Luca Rea, siamo riusciti a ottenere un’intervista di quasi tre ore. E abbiamo visto 500 pagine di appunti che Tarantino ha raccolto. Per quel libro che ancora non esiste ma che è confluito, in parte, nel nostro film".