Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
18 mag 2022

Quel "ti odio" che fa infuriare il figlio di Andreotti

L’erede di Giulio respinge il ritratto di un uomo cinico che esce dal film di Bellocchio: "Papà ha pianto solo due volte, per sua madre e per Moro"

18 mag 2022
Fabrizio. Gifuni, 55 anni, in “Esterno notte“ di Marco Bellocchio interpreta Aldo Moro. Nel cast anche Toni Servillo (Paolo VI) e Margherita Buy (Eleonora Moro)
Fabrizio. Gifuni, 55 anni, in “Esterno notte“ di Marco Bellocchio interpreta Aldo Moro. Nel cast anche Toni Servillo (Paolo VI) e Margherita Buy (Eleonora Moro)
Fabrizio. Gifuni, 55 anni, in “Esterno notte“ di Marco Bellocchio interpreta Aldo Moro. Nel cast anche Toni Servillo (Paolo VI) e Margherita Buy (Eleonora Moro)
Fabrizio. Gifuni, 55 anni, in “Esterno notte“ di Marco Bellocchio interpreta Aldo Moro. Nel cast anche Toni Servillo (Paolo VI) e Margherita Buy (Eleonora Moro)
Fabrizio. Gifuni, 55 anni, in “Esterno notte“ di Marco Bellocchio interpreta Aldo Moro. Nel cast anche Toni Servillo (Paolo VI) e Margherita Buy (Eleonora Moro)
Fabrizio. Gifuni, 55 anni, in “Esterno notte“ di Marco Bellocchio interpreta Aldo Moro. Nel cast anche Toni Servillo (Paolo VI) e Margherita Buy (Eleonora Moro)

Un Aldo Moro visto come un Cristo, con tanto di croce portata sulle spalle. E una frase che non passa inosservata (e inascoltata): "Andreotti, ti odio". Un Giulio Andreotti descritto come "cinico, impenetrabile, non umano". Viene proiettato oggi in anteprima mondiale, nella sezione “Cannes première“, Esterno notte di Marco Bellocchio, la serie tv in cui il regista – premiato l’anno scorso a Cannes con la Palma d’oro alla carriera – racconta i tragici 55 giorni del sequestro di Aldo Moro, allora presidente della Democrazia cristiana, da parte delle Brigate rosse. Ma, prima ancora della presentazione ufficiale del film, esplode già la polemica. Legata al modo in cui Bellocchio ritrae la Democrazia cristiana e, in particolare, al modo in cui ritrae Giulio Andreotti, all’epoca presidente del Consiglio e figura dominante dello scenario politico italiano. "Il film non l’ho visto e non lo andrò a vedere – dichiara Stefano Andreotti, figlio di Giulio – Che mio padre fosse cinico è un luogo comune totalmente falso, che semplifica la sua complessità, che banalizza la realtà storica e il peso delle scelte che ha dovuto prendere". Scelte come quella di non trattare con i terroristi. "Le responsabilità della mancata trattativa con le Brigate rosse viene addebitata quasi esclusivamente a mio padre. Ma non fu così: contro quella trattativa era schierato gran parte del mondo politico, a cominciare dal Pci di Enrico Berlinguer, per arrivare ai repubblicani di Ugo La Malfa e a parte dei socialisti, con Sandro Pertini". "Io quella vicenda – racconta Stefano Andreotti – l’ho vissuta da vicino, perché abitavo ancora nella casa di famiglia. Fu un dramma lungo 55 giorni, cominciato con l’esecuzione dei cinque uomini della scorta, proseguito con l’angoscia terribile vissuta dalla famiglia Moro. Io ho visto piangere mio padre solo due volte: quando morì sua madre e il giorno in ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?