Febbraio 2006, consolato italiano di New York. Fuori fa freddo. Nevica. Dentro il salone c’è emozione. Oriana Fallaci, malata, è emozionata. Tiene la mano al presidente del Consiglio regionale della Toscana, il socialista Riccardo Nencini che le deve conferire la medaglia d’oro. Ma emozionato è anche il pubblico.

Nencini, la Fallaci non voleva nessuno della stampa...

"Era allergica ai premi. Però non perse, nonostante il male, la forza dialettica. Polemica".

Un inedito in cui la Fallaci bacchetta la Toscana...

"Sì, dice: la Toscana “non è mai stata una mamma affettuosa“. Parla di figli della Toscana “in esilio“. Una riflessione che mi colpì. Firenze, la settimana scorsa, ha sanato la ferita con Oriana: il sindaco le ha reso omaggio al cimitero degli Allori".

E poi c’è l’Islam.

"Parole durissime. Da poco c’era stata la polemica su Roberto Calderoli che aveva mostrato una maglietta “blasfema“ ed episodi di violenza nel mondo".

Non aveste paura?

"No. Mi sentii al telefono con l’allora ministro degli Esteri Gianfranco Fini. Mi chiese se era il caso di rinunciare. Io mi opposi, ma lasciai che decidesse lui. Ero ospite del consolato italiano, non potevo decidere io. Dissi a Fini di parlare con la Fallaci, sottolineando che doveva dirle quanto fossi contrario a rimandare la consegna. Poi scandì: “Andiamo avanti“".

ghid.