di Massimo Cutò "Mia cugina ha trovato questa piccola macchina estremamente utile, sia per i piatti sia per i vestiti, specialmente la roba del bambino, e mi ha chiesto di farvelo sapere". Abile comunicatore, Jules-Louis Breton sapeva pubblicizzare i suoi prodotti: la lettera dell’ammiratrice si riferisce alla Motolaveur, brevettata nel ’23. Ma la lavatrice non è l’unica creazione di questo politico applicato alla tecnica o viceversa: dal 1915 al 1938 fu a capo dell’Office national des inventions di Parigi. E come tale usò il grimaldello della fotografia da acceleratore scientifico contro la burocrazia. Perché limitarsi alla descrizione sommaria degli oggetti che gli inventori presentavano al...

di Massimo Cutò

"Mia cugina ha trovato questa piccola macchina estremamente utile, sia per i piatti sia per i vestiti, specialmente la roba del bambino, e mi ha chiesto di farvelo sapere". Abile comunicatore, Jules-Louis Breton sapeva pubblicizzare i suoi prodotti: la lettera dell’ammiratrice si riferisce alla Motolaveur, brevettata nel ’23. Ma la lavatrice non è l’unica creazione di questo politico applicato alla tecnica o viceversa: dal 1915 al 1938 fu a capo dell’Office national des inventions di Parigi. E come tale usò il grimaldello della fotografia da acceleratore scientifico contro la burocrazia.

Perché limitarsi alla descrizione sommaria degli oggetti che gli inventori presentavano al bureau? Unita ai progetti e alle righe di spiegazione, una foto avrebbe risolto due problemi. Primo: facilitare il giudizio della commissione. Secondo: conservare una traccia immediata del manufatto. E’ grazie a questa intuizione se gli Archivi nazionali di Francia possono vantare migliaia di catalogazioni memorabili. Tutto è stato tradotto in immagini, stampate su carta alla gelatina ai sali d’argento. Un eccezionale caleidoscopio esposto fino al 14 febbraio al Mast di Bologna, nella mostra curata dalla storica Luce Lebart: opportunità riservata ai pochi fortunati che si infileranno nello spiraglio concesso dalla pandemia. Idee geniali, originalissime e a volte bislacche: il proiettore sulle nuvole, l’uomo cingolato, la sedia girevole con telescopio per osservare il volo degli uccelli. Oppure il dispositivo che ausculta la terra. Lo spazio tra le due guerre stimola la mente. Da una parte nuovi strumenti per sopravvivere al periodo di crisi; dall’altra cose che migliorano la qualità della vita in tempo di pace. L’emergenza bellica produce la maschera antigas per cavalli e l’hangar gonfiabile, che si monta in un’ora e sfugge agli aerei nemici. E siccome anche la propaganda vuole la sua parte, ecco la macchina che lancia volantini – l’avesse avuta D’Annunzio, si sarebbe risparmiato il volo su Vienna.

Ma il settore più interessante è l’economia domestica. I soldati tornano dal fango delle trincee? Meritano un ambiente accogliente e pulito. L’igiene della casa sale in prima linea. L’ordine è, come in battaglia, sconfiggere il nemico: "La polvere ci assedia nei salotti e negli ambienti di lavoro", ammonisce Eugène Lapique docente alla Sorbona. Aggiungendo: "Scope meccaniche per la pulizia di pavimenti in legno e mattonelle sono corazzate maestose, che combattono contro fiumi di acqua sporca". Finalmente arrivano i nostri. Aspirapolvere, lavapavimenti, lucidatrice, spazzolone, guanti di gomma per i piatti fanno piazza pulita (in senso stretto) del passato. L’armamentario assume una dimensione politica e sociale: alleggerisce il fardello delle faccende casalinghe e regala alle donne libertà e uguaglianza. Marie Mécanique, mascotte disegnata da Francis Bernard, è la Marianna della rivoluzione elettrodomestica.

L’innovazione è lo specchio dell’epoca. Non solo. Entra nell’obiettivo di cinema e fotografia. Spiega Luce Lebart: "Prodotte senza intenzioni artistiche, le immagini assumono innegabili qualità estetiche". In altre parole, l’arte visiva stravolge la meccanica. Lo strumento decontestualizzato su uno sfondo neutro diventa altro: un quadro astratto, una natura morta. E quando c’è una figura umana in posa, un lampo dadaista. Come definire altrimenti il signore che fissa il portauovo di alluminio nella mano, mentre uno specchietto misura la freschezza dell’uovo? Un colpo di genio. Un’invenzione, appunto.