31 gen 2022

Quando la realtà porta in tribunale la serie tv

Netflix andrà a processo con l’accusa di aver diffamato la regina degli scacchi georgiana. Biopic, sempre più frequenti le cause milionarie

giovanni bogani
Magazine
La campionessa georgiana di scacchi Nona Gaprindasvili, 80 anni
La campionessa georgiana di scacchi Nona Gaprindasvili, 80 anni
La campionessa georgiana di scacchi Nona Gaprindasvili, 80 anni

di Giovanni Bogani "Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale". Quando eravamo bambini, lo leggevamo sempre all’inizio o alla fine di un film. Come per dire: attenzione, tutto quello che state per vedere non c’entra con la realtà. È cinema. Poi sono venuti i biopic, che raccontano vita, morte, miracoli, amori, peccati, virtù, tradimenti, debolezze, nevrosi, di personaggi realmente esistiti. E sono iniziati i guai. Può accadere, per esempio, in una serie tutta di finzione come La regina degli scacchi, enorme successo Netflix, vista da 62 milioni di persone nel mondo, celebrata dalla comunità scacchistica mondiale per la sua rappresentazione del gioco e dei giocatori, amata dai critici, glorificata da due Emmy e dal Golden Globe alla protagonista Anya Taylor-Joy, che interpreta una straordinaria scacchista Usa immaginaria. Ma la serie è scivolata su una buccia di banana. Spunta una scacchista vera. Una vera regina degli scacchi: la campionessa mondiale femminile dal 1962 al 1978, la georgiana Nona Gaprindasvili. La quale ha fatto causa a Netflix per 5 milioni di dollari. Scacco al re. Motivo? Una frase dell’ultima puntata della serie, in cui si dice: "Ci sono altri casi di campionesse in Russia. C’è Nona Gaprindasvili, ma lei è la campionessa del mondo femminile e non ha mai incontrato uomini". Non è vero: nel 1968, la Gaprindasvili ne aveva affrontati già 58, alcuni anche in simultanea: e alcuni fra loro sarebbero diventati campioni del mondo. Peraltro, la serie commette un altro errore non da poco, definendola "russa" e non "georgiana". I suoi avvocati hanno intentato causa per diffamazione contro Netflix. Accusano: "L’affermazione che Gaprindasvili non abbia mai affrontato uomini è falsa, oltre a essere sessista e sminuente. Netflix ha smentito al cinico scopo di accrescere il dramma, facendo sembrare che la sua eroina immaginaria fosse ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?